Domani è il grande giorno, e comunque vada sarà un successo.
Sabato 28 Aprile 2007, dalle 10 alle 18 , dentro Palazzo Ducale, in pieno centro di Genova.
Come suggeritoci, prima di dirigermi verso Mentelocale, faro tappa del panificio “Da Mario” per concedermi 1€ di focaccia genovese, ed iniziare in modo positivo questa lunga giornata.
Le persone iscritte sono tantissime, la lista conta oltre 300 nomi, in assoluto il Barcamp italiano con il maggior numero di iscritti. ( Sì lo, anche RItaliaCamp ha superato quota 300, ma quello oltre ad essere un BarCamp tematico, ha avuto un esposizione tematica non paragonabile allo ZenaCamp )
Le presentazioni sono moltissime, i cui contenuti sono in media di taglio un po’ meno tecnico rispetto a Torino e Roma ma cmq di grande interesse e spessore.
Tra gli interventi che avrei piaciere di seguire ci sono quello di Mafe ( Perché “blogger professionista” è un simpatico ossimoro ) e quello di Miki Fossati ( Stufo di avere un blog? costruisci un robot che scriva per te! ).
Sono anche molto curiso di ascoltare Ludo sullo stato di Blogbabel e osserevare qualche dato sulla blogosfera italiana.
Come proposito della giornata voglio conoscere di persona PseudoTecnico, Alberto D’Ottavi, Miki Fossati e Giorgio Zarrelli che non ho ancora avuto occasione di incontrare in altri BarCamp.
Tra le altre cose, avrò finalmente l’occasione di vedere dal vivo lo show di Robin Good, che per l’occasione, oltre al suo intervento, gestirà la diretta per tutto il giorno.
A seguire il suo spot … fantastico!!!
Update: errata corrige, gli iscritti allo ZenaCamp sono poco più di 200, un piccolo errore di compilazone del wiki mi aveva portato fuori strada. Vabbè, siamo comunque in tanti, ed in ogni modo il numero di persone è superiore al BarCamp di Torino e/o Roma …
Non voglio parlarvi della canzone degli Aerosmith, ne del film drammatico del 1999, ma dei sette euro ( a cranio ) buttavi via per andare a scaldare le sedie di un cinema per quasi due ore.
Sto parlando di Sunshine, e se lo avete già capito, probabilmente siete caduti anche vuoi nella trappola del trailer.

Non vi racconterò la trama ( guardervi il trailer !!), ne voglio farne un recensione ( in rete potete trovarne tantissime ), ma condividere con voi la mia totale delusione.
Uscendo salla sale mi ripetevo “… forse le mie aspettative erano troppo alte …”, cercando inutilmente tra chi venuto con me qualcuno a cui fosse piacito.
Eppure a me i film di fantascienza mi piacciono un sacco, mi ha entusiasmato anche K-Pax che è tutto dire …, ma questo Sunshine mi ha assolutamente gettato nello sconforto.
Ecco alcune delle cose che mi hanno fanno imbestialire ….
- Hanno un astronave supertecnologica, tanto che per interagire con il computer di bordo basta parlarci, ma in tutto il film non c’è traccia di robot, androidi, o esseri meccanici di alcun tipo ( e pensare che già nel “presente” ne abbiamo usato uno per girare su marte )
- Sulla nave ( Icarus II ) ci sono due tute spaziali e otto membri dell’equipaggio … capisco che costano un sacco, ma metterne qualcuna in più …
- Su Icarus I le cose vanno ancora peggio … tute spaziali disponibili: una
- Passi l’errore umano con cui alcuni dei pannelli di protezione si disallineano, ma è ridicolo il fatto che per ripararlo sia sufficente riagganciare il cavo del sistema idraulico …
- Nonostante sia fatto notare si posiziona la nave in modo da compromettere il sistema di comunicazione, senza valutare assulutamente altre alternative
- Sulla nave riesce ad entrare senza problemi un estraneo senza che nessuno se ne accorga. il computer ovviamente non segnala la sua presenza sino a quando non gli viene chiesto esplicitamente
- Il computer di bordo non ha nessun sistema di protezione, tanto che l’estraneo du cui vi parlavo prima riesce a raggiungerlo senza problemi e metterlo fuori uso.
- L’ultimo pensiero e rivolto a membri dell’equipaggio … per quale motivo le conoscenze per attivare la bomba (cosa tra le più importanti per la riuscita della missione) sono in mano ad un unica persona ???
Leggendo in giro sembra che a qualcuno sia piaciuto. A me no !. Voi fate come volete, però un domani vi potrò dire “io ve l’ho avevo detto”.
Su segnalazione di Riccardo, scopro che WebMin non è presente sui reposity ufficiali dell’ultima release di debian (etch).

Per chi non lo conoscesse, WebMin è uno strumento che fornisce un’interfaccia per l’amministrazione del sistema accessibie via browser che permette la configurazione e la gestione di molti servizi con un interfaccia un po’ più user-friendly della classica shall.
Giusto per citarne qualcuno, ecco alcuni dei servizi amministrabili via WebMin: apache, samba, dhcp, iptable, ecc..
Probabilmente alcuni preferiscono fare tutto attraverso un server ssh, ma a volte, sopprattuto per i servizi che non configuriamo quotidianemtne può risultare utile uno strumento accessibile via web.
Arrivati a questo punto, dopo aver preso coscienza che questa volta apt-get non ci risolve il problema, se decidiamo che vogliamo usare WebMin, possiamo procedere con un’installazione un po’ più manuale …
Prima di andare avanti apro una piccola parentesi per parlarvi della “poca” sicurezza che è intrinseca nelle applicazioni web. Quello che voglio dire è che quando si lavora attraverso il protocollo http le informazioni viaggiano in chiaro, quindi se decidiamo di amministrare il nostro server da remoto ( opzione abilitata di default su WebMin ) dobbiamo renderci conto che i nostri dati (e quindi anche le nostre password) sono alla portata di un qualsiasi sniffer.
Fortunatamente WebMin oltre al protocollo http gestisce anche https che garantisce un buon livello di crittografia, ma per abilitarlo, dobbiamo avere installato sulla nostra debian etch la libreria Perl SSLeay.
Tradotto in pratica … installiamo prima questa libreria:
Bene, adesso siamo pronti installare WebMin con il supporto https.
Prima di tutto scarichiamo il tar.gz sulla nostra macchina:
( ovviamente nomeserver va sostituito con l’indirizzo di uno dei mirror di disponibili … )
Dopo aver effettuato il download di circa 15mb … scompattiamo …
… e lanciamo il setup:
Questo è il log di una mia installazione di prova.
Bene, a questo punto l’installazione è terminata, e WebMin vi sta aspettando in https sulla porta 10000.
Nel mio caso digitando https://192.168.1.62:10000/ da una macchina remota mi trovo di fronte al login.
Per migliorare ulteriormente la sicurezza vi suggerisco di leggere questa pagina, di limitare l’accesso da un range di ip il più stretto possibile e di cambiare la porta di default su cui è in ascolto.
Ecco alcuni screenshot della mia installazione:
Link di riferimento: webmin , install webmin
Mi stava aspettando presso il magazzino di SDA da un paio di giorni, e sabato scorso sono andato a prenderlo.
Sto parlando di un bellissimo esemplare di Tux altro quasi 17 cm prodotto da Acme System.
Oltre ad essere particolarmente bello, e quindi funzionare come soprammobile, mascotte e generatore di invidia, ci da la possibilità di montare al suo interno alcuni tipi particolari di mainboard che quardacaso montano una versione embed di linux di ridotte dimensioni e bassi consumi.
Le mainboard sono attrezzare con 2 usb e un’interfaccia di rete, dispongono di 8mb di flash e un quantitativo di ram che varia da 16 e 32mb.
Ovviamente non dobbiamo aspettarti una distro come Ubuntu, con Gnome e KDE sopra, ma più che sufficente per tutte le applicazioni tipiche del mondo Internet ( ssh, webserver, ftp, ssh, ecc …)
Per ulteriori informazioni vi suggerisco di fare un giro sul sito di Acme Sysyem e di dare un occhiata alla brochure.
Concludo con un doveroso ringraziamento a Roberto per il graditissimo “generatore di invidia”
Technorati: acme system, tux case
BlogBabel: acme system, tux case

















