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WordPress è diventato POP

Prendo spunto da un articolo letto qualche giorno fa per portale il ragionamento della cultura di massa su quello che, dal mio punto di vista, sta succedendo all’interno della community di WordPress.

Lo voglio riassumere cosi:

nel bene o nel male WordPress sta diventato POP.

Si tratta ovviamente di considerazioni personali ma su cui mi piacerebbe confrontarmi…

Se parliamo di WordPress non possiamo più riferirci ad uno strumento relegato a piccole nicchie di persone Nerd che nel buio della loro cameretta lo installano e lo configurano per il proprio blog personale.
Non possiamo più parlare di gente sfigata senza vita sociale che passa il tempo davanti a righe di codice per realizzare temi e plugin “homemade” a proprio uso e consumo per poi condividerli con altri 4 amici.

Sarebbe sciocco non rendersi conto di quanto il processo mentale legato a logiche “open source” abbiano creato una community aperta a culture diverse e competenze eterogenee dove esperienze e storie completamente differenti stiano confluendo e vivendo in un ecosistema auto-sostenibile ed in continua crescita.

C’è chi con WordPress non solo si è inventato un lavoro, ma ne ha fatto un vero e proprio business.
Questo è il bello della logica opensource.
Anche quando è contaminato anche da interessi personali ed economici.
(nota: che poi mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Richard Stallman di questo aspetto)

Ed è per questo che adesso, oltre al Nerd, è facile trovare anche chi dopo un analisi di mercato fa sviluppare un template che possa coprire il più ampio numero di bisogni per poi vederlo e cercare di fare soldi.

Poi ci sono le persone “normali” che una volta ti chiedevano aiuto anche solo per accedere al login di WordPress, mentre adesso, uno su cinque, come le sorpresine kinder, vuole essere autonomo e con un impegno davvero minimo è in grado di avere il suo sito pronto e configurato ed iniziare a buttarci dentro contenuti in meno di un’ora.

La possibilità di rendere le persone così autonome possiamo e dobbiamo considerarla una cosa positiva, fa parte del processo di miglioramento continuo dell’usabilità di questo strumento, ma io, da pecora nera quale sono, non riesco a viverla sempre bene.
A volte mi trovo a pensare che sia meglio che il meccanico faccia il meccanico e che il dentista faccia il dentista…

Non voglio essere fraintesto perchè sono davvero contento di vedere così tante persone presenziare ad un WordCamp, venire ogni mese ai Meetup e partecipare a giornate per contribuire in qualsiasi modo a questo progetto ma c’è qualcosa che non mi torna e non credo credo sia la paura del “giochino” che mi è stato rubato.

Diciamo che voglio sperare che tutto questo volontariato, tutto questo fermento, non sia fatto “solo” per il propro tornaconto, per raggiungere il posto di potere o per riempire un vuoto nella propria vita ma che sia davvero motivato dall’essere protagonisti della rivoluzione culturale che Matt Mullenweg sta portando avanti come un trattore.

Cito non testualmente da un intervista rilasciata un po’ di tempo fa: “WordPress ha circa il 60% del mercato. Il problema è come raggiungere il restante 40%

Purtroppo però, come in un qualsiasi gruppo sociale, a volte bisogna convivere con qualche conflitto e con qualche compromesso cercando di non ascoltare troppo le dissonanze.

Il lato positivo è che abbiamo vinto: WordPress è ovunque.
Chiunque lavori in ambito web lo conosce e lo sa usare quel minimo che serve.
Tocca solo che ce ne rendiamo conto.

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