Qualche tempo fa vi segnalavo il blog di Julius.
E’ passato meno di un anno, e devo dire che sono veramente contento di averlo “spinto” ad incominciare questa avventura.
In questi giorni ha raggiunto un piccolo ma significativo traguardo e presto passerà ad un dominio tutto suo in modo da avere più possibilità di manovra..
Perdonatemi se sembra un po’ una roba paternalistica, ma è un po come quando l’allievo supera il maestro, anche se in questo caso io non sono il maestro e lui non è l’allievo.
Vai Julius!!!Continua così…
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…no scherzo, ed anche se vi martello condivido nuovamente la mia video-avventura, i numeri di cui voglio parlare sono quelli che vengono fuori da un analisi delle statistiche di videomarta, e che ogni volta che guardo mi sorprendono.
Non sono numeri alti, anzi possiamo dire “decisamente patetici” se paragonati a quelli di altre persone, ma è la tipologia di utente che mi sconvolge…
Partiamo dal grafico delle visite (visitatori unici), fornitoci da google analytics:
Se adesso li mettiamo in relazione con le statistiche di feedburner trovo un dato che mi stupisce profondamente…
In pratica il numero di utenti che ci leggono via feed è molto vicino al numero di visitari unici.
Nella mia (non lunga) esperienza, questa è la prima volta che trovo un dato di questo genere, e le motivazioni che mi sono dato, sono dovute e diversi fattori.
le persone che hanno interesse in un progetto di questo genere, sono molto consapevoli dei vantaggi offerti da strumenti quali gli RSS
è molto evidente il banner
al fondo di ogni post (per ben 20 volte) viene ri-proposta l’iscrizione al feed (ho utilizzato un plugin).
Se queste premesse sono giuste, vuol dire che non abbiamo raggiunto il nostro target di riferimento, che in teoria dovrebbero essere persone alle quali un’informazione trattata in modo “semplice” poteva dare un beneficio informativo.
Ora mi rimane veramente il dubbio su come fare i conti, sapendo che la somma dei due numeri darebbe un risultato fuorviante, voglio anche credere che, almeno in parte, siano utenti diversi.
Un altro dato che non capisco è relativo al tempo medio trascorso sul sito:
Un tempo sicuramente molto alto se paragonato a questo blog (circa tre volte tanto), ma che non permette neppure la visualizzazione completa di una video-puntata.
Sì, lo so, quella è la media, ma questo vuol dire che sono molto poche le persone che ne guardano più di una, oppure che i 5 minuti pensati come media per la durata di un video sono troppi.
In questo caso mi chiedo se riducendo la durata delle puntate otterrei un tempo medio più basso oppure rimarrebbe costante, con la differenza in questo ultimo caso che il numero di persone arrivate alla fine della visualizzazione del video sarebbe maggiore…
Uno degli ultimi dati che non mi fanno dormire la notte mi incuriosiscono è quello del browser utilizzato:
Bhè, sicuramente questo sito NON fa parte della distribuzione normale, in quanto in un mondo dove internet explorer viene “venduto” come il browser utilizzato da oltre l’80% degli utenti, il vederlo schiantato ad un misero 40% mi fa veramente sorridere.
Senza parlare della distribuzione di IE7 che trovo sorprendentemente alta.
Ma la cosa triste e che questo non vuol dire che l’utilizzo di IE sia sceso a questo livello, ma come dicevo prima, il mio target di riferimento latita.
Sia chiaro, sono contento di avere visitatori consapevoli ma che cosa devo fare per raggiungere gli altri?
Bella domanda… e forse anche molto semplice la risposta: sto utilizzando canali di comunicazione non utilizzati da un utente medio.
La morale, che mi sono dato di questa storia e che blog e servizi come twitter sono ancora utilizzati da quella fettina di persone che mi piace chiamare “consapevoli dalla rete” (cit. non mia ma non ricordo dove l’ho sentita) che rappresentano, per il momento, una piccola minoranza, e non rientrano tra quelli considerati “utente medio”
Peccando di superbia, penso di aver fatto una bella analisi, ma mi piacerebbe avere il parere di Alberto, Tambu, Simone, altre che naturalmente di tutti quelli che avranno voglia di lasciarmelo…
E pensare che ad agosto avevamo deciso che questa sarebbe stata l’ultima puntata, ed invece no!, vi continuerò a stressare almeno sino a dicembre, poi vedremo che fare…
Ma torniamo a noi.
Questa settimana proviamo a raccontare come realizzare un video, e visto che siamo in tema, avrete modo di vedere alcune spassosissime papere.
Qui sotto il video, ma per chi si è perso le puntate precedenti ho preparato una paginetta con splashcast, nel quale ho caricato i video in alta media risoluzione.
Discaimer: Questo post non contiene rivelazioni segrete, e non contiene spoiler.
Sembra incredibile, ma finalmente trovo il tempo per scrivere “il mio punto di vista” sulla questione. (domani probabilmente piove )
Tutto iniziò l’anno scorso, quando guardando gli esperimenti di Nicola ed osservavo con molta curiosità le mosse di Robin, mi rendo conto che questo modo di fare video mi piace un sacco.
Quando pochi mesi più tardi parte il progetto ICTV, non riesco più a tenere a freno la mia voglia di provare in prima persona e incomincio a pensare cosa e come fare.
Inizialmente, essendo da solo, una pensa: “faccio qualche screencast, magari con qualche ripresa in primo piano”, ma dopo un paio di tentavi lascio perdere in quanto i risultati non mi convincono.
Pur rendendomi conto che questa cosa non aveva ha nulla di innovativo, e consapevole del fatto che da solo sarei riuscito a fare più di tanto, continuo a parlarne in giro un po’ con tutti, fino a che ad inizio giugno non ri-trovo un vecchio amico, che guarda caso è un appassionato di cinema.
Ci incontriamo, ne parliamo, e poco dopo il progetto incomincia a prendere forma.
Obbiettivo primario: un esperimento di comunicazione e divulgazione tecnologica fatta in video e distribuita via internet.
Obbiettivo secondario: imparare le dinamiche e le problematiche di utilizzo di questo strumento ed acquisire esperienza.
I problemi però non erano finiti, in quanto entrambi eravamo d’accordo sul fatto che fosse necessario trovare un volto adatto per un progetto del genere.
Non so ancora come sia successo, ma a distanza di qualche giorno, stavo facendo vedere a Marta i video di Amanda, Giuliana e qualche altro videoblog americano come quello di Josh Leo o .
Dopo qualche attimo di incertezza la squadra era pronta, e dal mio punto di vista, la parte più delicata era tutta nelle mani di Marta: passione ed interpretazione.
Insomma, nonostante mille difficoltà, abbiamo deciso di partire, ad in modoassolutamente amatoriale, abbiamo iniziato a pensare insieme ai contenuti ed a buttare giù qualche idea, e come per magia siamo siamo passati in poco tempo dei testi al montato, cercando di video in video di migliorare.
La preparazione di pochi minuti di montato è veramente faticosa, ed avevamo quindi deciso di fare un numero limitato di puntate da pubblicare con cadenza settimanale, giusto per vedere cosa saremmo riusciti a fare, ma il non aspettatoriscontro ci ha dato nuova energia a quindi se ne avrete voglia ci sopporterete ancora per un pò.
Quante probabilità ci sono di trovare un blogger che lavora lì, che ti riconosce, ti saluta, e ti fa sentire un suo amico anche se ti ha visto una sola volta ?