Skype: telefono, video, chat, sms, ecc …

Attenzione, questo post, non continente nessuna informazione segreta, ne la descrizione di nuove entusiasmanti funzionalità, ma in occasione del rilascio della versione 3.5, vuole tirare un po’ le somme, perché va a finire che fra un po’ con Skype ci facciamo anche il caffè

Allora, che Skype sia nato per telefonare non ci sono dubbi.
Lo si può fare in due modalità: la prima, gratuita, permette telefonate tra Skype e Skype, indipendentemente dalla piattaforma ( Win, Linux, Mac ), la seconda richiede invece l’acquisto di un credito ( min 10 euro ) e che verrà scalato con una tariffazione a tempo, ma mi permette di chiamare un qualsiasi numero ( fisso o mobile ).

Il discorso risparmio penso si possa applicare sicuramente in caso di telefonare internazionali o intercontinentali, ma se il nostra chiamata raggiunge dei cellulari o comunque rimane sul territorio italiano allora c’è tutta una serie di dipende che vi lascio valutare personalmente ….

Con il tempo il software è stato implementato con nuove funzionalità, e ad oggi, oltre ad avere tutte le caratteristiche di un IM possiamo mandare sms ( 0.117 euro iva incl. cad. ) e nel caso sia dotato di webcam, posso fare gratuitamente videotelefonate e videoconferenze.

Personalmente ritengo che la qualità audio e video in presenza di una normale linea ADSL sia più che buona, e tranne alcuni casi isolati non mi ha mai dato grossi problemi.

Tra le varie features non posso dimenticare la possibilità di creare Chat pubbliche e Skypecast ( audioconferenze fino a 100 persone )

Ma le cose interessanti non finisco qui, infatti da qualche mese è stato rilasciato un nuovo strumento (Skype Prime) che mi permette di farmi pagare per ricevere telefonate. Sì può optare per un tariffa a tempo oppure a chiamata e può essere un modo per mettere a disposizione un servizio del tipo “l’esperto risponde” …

Il servizio è simile al 199 della rete telefonica tradizionale, e come il 199 si prende una percentuale sulle chiamate, che, anche se un po’ più moderata, si attesta al 30% del totale.

E’ possibile anche farsi chiamare anche da chi non ha Skype, basta dotarsi di un numero SkypeIn, il quale una volta attivato, provvederà a dirottare la chiamata verso la nostro account.

Inoltre, grazie ad una serie di accordi con vari produttori, Skype adesso è utilizzabile con una notevole varietà di hardware, che parte dalle semplici cornette USB, per passare da telefoni cordless collegati al pc, e finendo anche su dispositivi come telefoni cellulari dotati di connessione WIFI

Ma sono molte le partnership con cui Skype lavora, ed è molto interessante quella con PayPal che permette di inviare denaro a qualsiasi contatto Skype.

Skype - aggiungi video alla chat

Concludo segnalandovi che con l’ultima versione è stata introdotta la possibilità di condividere video presi da Dailymotion e Metacafe … non riesco tanto a capirne l’utilità, ma sicuramente fa molto moda.

Mi rendo conto di non aver scoperto l’acqua calda, ma da domani ho un link pronto per chi mi chiede cosa si può fare Skype

[tags]skype, skypein, voip, skype-prime, video-conferenza[/tags]

DVD backup con DVDFab Decrypter

Andando in vacanza per qualche giorno, volevo portarmi dietro qualche telefilm da vedere in caso di brutto tempo e momenti di insonnia, ed avendo un paio di cofanetti con serie TV ancora da guardare, mi sono detto: “me li metto sul portatile, così non mi porto neppure gli originali“.

Più facile a dirsi che a farsi …

In passato per fare DVD ripping usavo il buon vecchio SmartRipper, ma già allora in alcuni casi mi ero dovuto rivolgere a DVD Decrypter.

Ad oggi, essendo ormai il software fermo dal oltre due anni, le attuali protezioni ne impediscono la copia e non volendo utilizzare un programma a pagamento ho dovuto girare e cercare sino a quando non mi sono imbattuto in DVDFab HD Decrypter.

Il software è gratutito, aggiornato a Luglio 2007, ed è capace di rimuovere tutte le protezioni attualmente sul mercato (CSS, RC, RCE, APS, UOPs e Sony ARccOS) . La softwarehouse mette poi a disposizione anche un pacchetto più completo (questo a pagamento) che permette anche il ridimensionamento da DVD dual layer a DVD single layer, ma nel caso abbiate questa necessità potete farvi aiutare gratuitamente da DVD Shrink.

Tornando al nostro DVDFab HD Decrypter, una volta installato è stato sufficiente inserire il DVD originale e premere il pulsante avvia, e dopo circa 20 minuti ecco pronta la mia copia di backup.

DVDFab HD Decrypter - Copy Any DVD to DVDR/PSP/iPod. Fastest DVD Copy Software!

Fortunatamente lo spazio sul mio portatile non manca, in quanto ogni DVD si è preso oltre 7Gb di spazio, ma sappiate comunque che in caso di hd affollato potete ricorrere a Dr.Divx o AutoGK due tool ( sempre gratuito ) che permetto la conversione da DVD a DivX

7 modi per esaminare il carico di un server linux

Tenere sotto controllo il livello di occupazione del processore, della memoria e dei dischi è un pratica che in alcuni casi può evitare situazioni di emergenza.

I comandi che seguono possono aiutare a controllare questi valori direttamente da terminale, in modo da prevenire e risolvere eventuali problemi di performance.

  • htop
    htop possiamo considerarlo un evoluzione del famoso top (ed è per questo che top non è in questa lista ). Oltre a presentare le informazioni utilizzando i colori, permette lo scroll della lista verticalmente ed orizzontalmente in modo da poter leggere l’elenco di tutti i processi e la relativo comando con il quale vengono lanciati.

    htop - interctive process viewer

  • tload
    tload è in grado di generare un grafico del carico medio di sistema dentro la finestra del terminale. Con l’opzione -d è possibile impostare il tempo di aggirnamento

    tload - grapic representation of system load average

  • sar
    sar scrive sullo standard output dei contatori di attività. Anche con questo comando è possibile definire l’intervallo di visualizzazione indicando anche il numero di interazioni. ( per chi utilizza debian potrebbe essere utile sapere che il comando fa parte del pacchetto sysstat )

    # sar -u 3 5

    con questa sintassi l’aggiornamento verrà effettuato ogni 3 secondi per un totale di 5 volte.

    sar - collect, report, or save system activity infomation

  • mpstatmpstats riporta le statistiche relative al processore con il dettaglio delle istruzioni al secondo gestite dalla CPU. Su sistemi multiprocessori, è in grado di visualizzare le infomazioni separatamente, rendendo possibile il controllo individuale di ogni CPU.
    # mpstat 3 5

    come per il comando sar questa sintassi ( senza il parametro -u ) visualizza per ogni 3 secondi e per un totale di 5 volte e il suo output a terminale

    mpstat - report processor related statistic

  • iostat
    iostat restituisce due tipo di report: il primo e relativo all’utilizzo della CPU, mentre il secondo è relativo alle statistiche di I/O di ogni disco attivo nel sistema.

    iostat - Report Central Processing Unit (CPU) statistics and input/output statistics for devices and partitions.

  • vmstat
    vmstat riporta informazioni sui processi, sulla memoria, sulla paginazione, sui block IO, i trap e l’attività della CPU.

    vmstat - Report virtual memory statistics

  • dstat
    dstat è un versatile strumento ideale per rimpiazzare vmstat, iostat, netstat, nfsstat ed ifstat. Dstat supera alcune delle loro limitazioni ed aggiunge alcune caratteristiche supplementari, dstat permette di vedere tutte le risorse di sistema istantaneamente.

    dtstat. versatile tool for generating system resource statistic

Conclusioni:
Le conclusioni non ci sono, l’utilizzo di uno o dell’altro sono spesso un fattore di abitudine e nella mia ignoranza non posso dire che uno sia meglio dell’altro. Personalmente trovo molto comodo htop e dtstat, che oltre alla completezza delle informazioni usano un interfaccia colorata che in qualche modo li rende più piacevoli …

Questi alcuni dei sito da cui ho preso spunto.

Installare WebMin su Debian etch

Su segnalazione di Riccardo, scopro che WebMin non è presente sui reposity ufficiali dell’ultima release di debian (etch).

Webmin: web-based interface for system administration for *nix

Per chi non lo conoscesse, WebMin è uno strumento che fornisce un’interfaccia per l’amministrazione del sistema accessibie via browser che permette la configurazione e la gestione di molti servizi con un interfaccia un po’ più user-friendly della classica shell.

Giusto per citarne qualcuno, ecco alcuni dei servizi amministrabili via WebMin: apache, samba, dhcp, iptable, ecc..

Probabilmente alcuni preferiscono fare tutto attraverso un server ssh, ma a volte, sopprattuto per i servizi che non configuriamo quotidianemtne può risultare utile uno strumento accessibile via web.

Arrivati a questo punto, dopo aver preso coscienza che questa volta apt-get non ci risolve il problema, se decidiamo che vogliamo usare WebMin, possiamo procedere con un’installazione un po’ più manuale …

Prima di andare avanti apro una piccola parentesi per parlarvi della “poca” sicurezza che è intrinseca nelle applicazioni web.
Quello che voglio dire è che quando si lavora attraverso il protocollo http le informazioni viaggiano in chiaro, quindi se decidiamo di amministrare il nostro server da remoto ( opzione abilitata di default su WebMin ) dobbiamo renderci conto che i nostri dati (e quindi anche le nostre password) sono alla portata di un qualsiasi sniffer.

Fortunatamente WebMin oltre al protocollo http gestisce anche https che garantisce un buon livello di crittografia, ma per abilitarlo, dobbiamo avere installato sulla nostra debian etch la libreria Perl SSLeay.

Tradotto in pratica … installiamo prima questa libreria:

# apt-get install libnet-ssleay-perl

Bene, adesso siamo pronti installare WebMin con il supporto https. 🙂

Prima di tutto scarichiamo il tar.gz sulla nostra macchina:

# wget http://nomeserver/webadmin/webmin-1.340.tar.gz

( ovviamente nomeserver va sostituito con l’indirizzo di uno dei mirror di disponibili … )

Dopo aver effettuato il download di circa 15mb … scompattiamo …

# tar zxvf webmin-1.340.tar.gz

… e lanciamo il setup:

# ./webmin-1.340/setup.sh

Questo è il log di una mia installazione di prova.

Bene, a questo punto l’installazione è terminata, e WebMin vi sta aspettando in https sulla porta 10000.

Nel mio caso digitando https://192.168.1.62:10000/ da una macchina remota mi trovo di fronte al login.

Per migliorare ulteriormente la sicurezza vi suggerisco di leggere questa pagina, di limitare l’accesso da un range di ip il più stretto possibile e di cambiare la porta di default su cui è in ascolto.

Ecco alcuni screenshot della mia installazione:

Webmin System Information
Webmin configurazione

webmin accesso ip controllato
Webmin configurazione server ssh

Link di riferimento: webmin , install webmin

OpenSolaris Starter Kit

Grazie alla segnalazione di Matteo su ossblog.it, ho richiesto l’invio dello Starter Kit di OpenSolaris, un sistema operativo derivato da BSD, recentemente rilasciato con licenza GPL.

The OpenSolaris project is an open source community and a place for collaboration and conversation around OpenSolaris technology.

Thank you for your interest in the OpenSolaris Starter Kit.

The free OpenSolaris Starter Kit includes three OpenSolaris distributions and step-by-step instructions on how to install and boot.

Your Order Confirmation Number: 4608

If you have questions regarding your order, please email starterkits[at]opensolaris[dot]org.

Delivery will take between 2-4 weeks.

La mia esperienza in ambito *nix è limitata a Debian e sue derivate, ma il gusto di ricevere un pacchettino direttamente da Sun stimola in qualche modo la mia curiosità.

Link di riferimento: Sito ufficiale, Comunità italiana di OpenSolaris

VMware Converter: per migrare al virtuale

Un po’ per necessità ed un po’ per curiosità ho provato a trasformare un server windows in una macchina virtuale tramite l’utilizzo di VMware Converter 3.0.

VMware Converter è infatti uno strumento per la conversione P2V (da server fisico a macchina virtuale).
Ne esistono due versioni, un freeware la quale permette una conversione alla volta ( quindi sufficente per la quasi totalità delle persone ) ed una detta “enterprise” nel caso aveste la necessità di virtualizzare in contemporanea più macchine.

Oltre alla conversione P2V è disponibile anche una conversione V2V ( da macchine virtuale a macchina virtuale ) che permette di convertire in un formato VMWare anche immagini create con Microsoft Virtual PC, Microsoft Virtual Server o Symantec Backup System Recovery Image ( il formato Norton Ghost non sembra essere supportato ).

Il tutto viene reso possibile attraverso un wizard che con una decina di passaggi, ci chiede di definire la sorgente ( macchina fisica o virtuale ), la destinazione ( dove salvare l’immagine della macchina virtuale) ed infine ci permette di personalizzarealcune specifiche (il nome della macchine, la configurazione della scheda di rete, l’appertenenza ad un dominio o ad un workgroup e la timezone).

Cosa ultrapositiva è che il processo di conversione può avvenire mentre la macchina è in esecuzione, permettendo anche una conversione a caldo di un server remoto.

Uno degli altri utilizzi per cui penso che questo software possa essere decisamente utile è la modifica della dimensione dell’hd virtuale durante il processo di conversione.

In passato per riuscire ad aumentare la dimensione di un HD il cui spazio è diventato troppo piccolo avevo fatto dei salti mortali.

Nonostante mi sarebbe piacita una licenza più vicina alla GPL sono molto contento che VMware continui a rilasciare alcuni dei sui prodotti con licenza gratuite. In questo caso, sono state addirittura unite le funzionalità di due prodotti precedentemente a pagamento ( P2V Assistant e Virtual Machine Importer ).

Peccato che per il momento la conversione sia supportata solo per i sistemi Microsoft Windows.

A titolo di cronaca il mio esperimento è andato a buon fine, nonostante qualche piccola sistemazione fatta poi a mano ( riconfigurazione dei backup essendosi volatilizzato il DAT ), anzi avendo aumentato la memoria a disposizione della nuova macchina virtuale, sembra andare ancora meglio …

Prima di fare partire la conversione io mi sono preoccupato di deframmentare il disco e di selezionare come destinazione un disco diverso da quello in cui è residente il sistema operativo.

Un ultima nota è relativa alla personalizzazione delle configurazioni tipo domonio e/o scheda di rete. Per farlo è necessario dotarsi del files creati da sysprep.

A seguire una serie di screenshot pubblicata anche su flickr.

Link di riferimento: Sito ufficiale, Data Sheet

faccine, smile ed emoticons con wordpress

Forse sono l’unico sulla terra che non aveva mai notato che wordpress gestisse in modo automatico diverse faccine emoticons senza bisogno di nessun plugin.

Alcune informazioni per gli ignoranti come me:

  1. Possono essere attivate/disattivate attraverso il menu opzioni->scrittura ( Converti gli emoticon e simboli grafici sullo schermo )
  2. Dalla versione 2.0 la directory in cui possiamo situate ( ed eventualmente sostituirle ) è:
        /wp-includes/images/smilies
  3. Se volessimo modificare le combinazioni che generano gli smile, o aggiungerne di nuove possiamo agire su questo file:
        /wp-includes/vars.php

A seguire una tabellina riassuntiva con indicate le combinazioni di caratteri che attivano la sostituzione.

Continue reading “faccine, smile ed emoticons con wordpress”

Un server SVN sotto windows con un click

Andiamo con ordine.

SVN ( Subversion ) è un software che opera in modalità client/server per la gestione del versionamento che si sta imponendo come alternativa a CSV.

Cito da wikipedia:

In informatica, il controllo versione è la gestione di versioni multiple di un insieme di informazioni.

Viene usato prevalentemente nello sviluppo di progetti ingegneristici o informatici per gestire la continua evoluzione dei documenti digitali come il codice sorgente del software, i disegni tecnici, la documentazione testuale e altre informazioni importanti su cui può lavorare una squadra di persone.
Le modifiche a questi documenti sono identificate incrementando un numero o un codice associato ad essi, denominato “numero di versione“, “etichetta di versione“, o semplicemente “versione“, e sono etichettate con il nome della persona che ha apportato la modifica.

Grazie a client come TortoiseSVN che si integrano direttamente nella shell di Windows, la gestione degli aggiornamenti è molto semplice, ma la configurazione del server e la creazione di un nuovo repository per quanto non siano operazioni particolarmente complicate, richiedono comunque un minimo di attenzione.

Con l’obbiettivo di semplificare il processo di setup nasce quindi “SVN 1 Click Setup“, che automatizza in un’unico passaggio l’installazione e configurazine del server SVN con relativo repository.

Per i più ortodossi segnalo che il fatto di aver automatizzato l’installazione non pregiudica la possibilità di intervenire sui file di configurazione, per aggiungere ad esempio altri utenti, o di lanciare direttamente comandi da shell.

Per testare il corretto funzionamento del server SVN possiamo usare il “repo browser” di TortoiseSVN e digitare “svn://localhost“, se tutto funziona dovremmo trovarci davanti a qualcosa di simile …

TortoiseSVN Repository Browser

Vi ricordo che Subversion lavora sulla porta 3690 e quindi nel caso di accessi da altri computer presenti sulla rete e nesessario che tale porta sia aperta ( vedi firewall ).

Se volessimo usare un repository remoto gratuito come ulteriore backup fate un giro da opensvn, se invece volete approfondire qui c’è un libro di cui stanno facendo la traduzione in italiano.

InstallPad e mPack

Dopo aver letto di InstallPad ho deciso di concretizzare un’idea che da un po’ di tempo mi gira in testa: creare un pacchetto di installazione (semi)automatizzato per un elenco di applicazioni che sono solito installare sulla macchine di amici e clienti.

L’idea di fondo è quella semplificare l’installazione di un sistema base evitando il noioso download delle solite applicazioni.

Per il momento ho pensato di non includere pacchetti oltre i 20 mb, cercando di creare un set di applicazioni abbastanza comuni.

Nella lista, al momento, ci sono un totale di 14 programmi, quasi tutte opensource tranne un paio di freeware, ma con il tempo potrebbero diventare più numerose e coprire un maggior numero di esigenze.

Ecco l’elenco della release 0.1 ( 5 Nov 2006 )

Continue reading “InstallPad e mPack”

WordPress: Un Plugin pe la gestione degli utenti

Per chi ha bisogno di una gestione utenti un po’ più avanzata rispetto alla gestione ruoli introdotta con WordPress 2, ho trovato un plugin che permette di:

      Modificare i permessi dei ruoli predefiniti
      Creare nuovi ruoli
      Gestire i permessi a livello utente

Nel mio caso avevo bisogno di inibire il filtraggio html ( unfiltered_html ) per gli utenti configurati come “contribuenti” in modo da permettere l’inserimento di javasript e/o oggeti Flash all’interno dei post.

Manage Roles Plugin Manage Roles Plugin - Create New Role Manage Roles Plugin User Capabilies

Ho fatto un paio di screenshot che penso possano essere più eplicativi di un mio “incompresibile” spiegone.

web semantico by hacklab

Continuano gli incontri presso l’hacklab di torino; questa volta si è parlato di web sematico.

Una bella serata, due ore passate in compagnia di andrea a parlare di quello che forse tra 10 anni sarà il web.

Personalmente ero sono molto ignorante in materia, ma la chiaccherata di ieri mi ha un po’ chiarito le idee su RDF e OWL.

Tra le varie hanno segnalato un editor multipiattaforma per documenti RDF che risponde al nome di morla.

[tags]websemantico[/tags]

Skype Summer Days anche a Settembre

Skype Logo Leggo che anche nel mese di settembre ogni martedi Skype continuerà a regalare 20 minuti di telefonate.

Domani, 5 Settembre, è martedì !!

Per portarsi a casa il regalo è sufficente loggarsi sul sito con il proprio utente.

Io sono arrivato ad accumulare quasi 3 euro …

Fonte: VoiceOverIT

[tags]skype, voip[/tags]