3 PDF da scaricare (seconda parte)

A distanza di pochi mesi dalla mia ultima segnalazione, ecco altri tre download che vi consiglio di non perdere, anche perché, a differenza dell’altra volta, questi sono relativamente recenti.

I primi due sono disponibili in italiano, mentre il terzo solo in inglese.

  • Luci e Ombre di Google: Futuro e Passato dell’Industria dei Metadati
    Un’analisi seria e approfondita sull’universo di Google e sull’industria dei metadati.
    Cosa si nasconde dietro il motore di ricerca più consultato al mondo? Quello che da molti era stato definito e osannato come il miglior strumento per districarsi tra le maglie di Internet, pare celare molti segreti ai suoi utenti. Si va dalla scansione delle e-mail del servizio Gmail alla indicizzazione proposta da Google che sembra in realtà non dare tutte le risposte richieste dall’utente, fino a ipotesi di violazione della privacy collettiva. Criticare Google attraverso una disamina della sua storia, la decostruzione degli oggetti matematici che lo compongono, il disvelamento della cultura che incarna significa muovere un attacco alla tecnocrazia e alla sua pervasività sociale. (download)
  • Dal web 2.0 ai media sociali
    Internet e i servizi di nuova generazione hanno rivoluzionato l’approccio degli utenti alle informazioni. La pubblicazione di CSP illustra come il web 2.0 apra le porte ai cosiddetti “media sociali”.
    Con l’etichetta web 2.0 si intendono un insieme di tecnologie on line e pratiche utilizzate dagli utenti per condividere informazioni, opinioni, esperienze e punti di vista attraverso la rete. Si verifica così, oggi, il passaggio dall’approccio “top down” dei media tradizionali ai contenuti prodotti “dal basso” dagli utenti, fruitori e produttori allo stesso tempo: è la rivoluzione dei Social Media. (download)
  • Build Your Own Ruby on Rails Web Applications
    Build Your Own Ruby on Rails Web Applications is an easy-to-follow, practical and fun guide to Ruby on Rails for beginners. It covers all you need to get up and running, from installing Ruby, Rails and MySQL to building and deploying a fully featured web application. (download)
    disponibile solo fino a fine novembre

[tags]google, Ruby on Rails, social media, libri, download[/tags]

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Una nuova palestra per veri blog

E’ da qualche giorno che alcune parole su un post di Jtheo mi tormentano.

Nessuno comunque che si sogni di iniziare un servizio alternativo, una palestra propria dove mettere in pratica tanta saggezza o semplicemente sfogare tanta voglia di fare.

Tante volte mi sono chiesto cosa avrei cambiato di blogbabel ed oggi voglio provare a metterlo nero su bianco, per farlo sedimentare un po’ prima di aprire una “nuova palestra“.

Prima di tutto partiamo dalla definizione di blog, già perché vorrei evitare di considerare “blog” un qualsiasi sito che permette di inserire contenuti in ordine cronologico inverso e dotato di feed rss.

Forse sono un po’ sognatore, ma continuo a vedere il “vero blog” come un diario personale.

Personale è infatti una parola chiave importante che in qualche modo diversifica un progetto di comunicazione con un obbiettivo preciso come quello di alcuni network come blogo o oneblog dove quando scrivi un post sei anche pagato.

Nulla da dire su questi servizi che personalmente trovo utilissimi, ma che voglio distinguere dal mio ideale di “vero blog“.

E poi vorrei evidenziare l’attività nel mondo attiguo alla blogosfera, quella più sociale, che a partire dai commenti e passando per l’utilizzo di strumenti come twitter, arriva a segnalare la propria presenza su socal network come LinkedIn o FaceBook e perché no, alle varie trasferte verso barcamp, manifestazioni o convegni.

In questo modo, blog che non sono blog come quello di Beppe Grillo verrebbero valutati per quello che sono: nel caso specifico un interessantissimo strumento di comunicazione ed aggregazione.

Ma andiamo avanti in quanto cercherei anche di dare un peso ad ogni link, ma ponderandoli, in modo da valutare se gli ultimi 10 link ci arrivano da due nostri amici, oppure da 10 siti diversi.

E poi perché considerare solo i link all’interno del post, se mi merito così tanta fiducia da guadagnarmi un posto dentro un blogroll forse il suo valore è ancora più grande.

Non dimentichiamo il discorso pubblicità: adsense, textlink e post sponsorizzati… ci sono? non ci sono? prescindendo da un valutazione penso che sia un informazione perlomeno interessante.

Questo è un po’ il brainstorming di quello che ho in testa.

Al momento di pronto c’è ben poco; partendo da un vecchio progetto ho sviluppato uno spyder molto elementare per la lettura dei feed RSS e un altro che partendo dall’analisi dei link fa il grab delle pagine.

In questi giorni sto raccogliendo un po’ di dati sfruttando la linea ADSL di casa mia, e nel giro di qualche settimana dovrei essere in grado di per fare qualche prova.

Qualche dettaglio tecnico: Net Framework come ambiente di sviluppo e MySQL come database server.

Vi piace come nuova palestra?

[tags]blogbabel, blogitalia, classifica, blog, bloggers, italia[/tags]

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I numeri di videomarta

novanta, sessanta, novanta.

…no scherzo, ed anche se vi martello condivido nuovamente la mia video-avventura, i numeri di cui voglio parlare sono quelli che vengono fuori da un analisi delle statistiche di videomarta, e che ogni volta che guardo mi sorprendono.

i numeri di videomarta

Non sono numeri alti, anzi possiamo dire “decisamente patetici” se paragonati a quelli di altre persone, ma è la tipologia di utente che mi sconvolge…

Partiamo dal grafico delle visite (visitatori unici), fornitoci da google analytics:

statistiche videomarta - visite

Se adesso li mettiamo in relazione con le statistiche di feedburner trovo un dato che mi stupisce profondamente…

statistiche videomarta - feedburner

In pratica il numero di utenti che ci leggono via feed è molto vicino al numero di visitari unici.

Nella mia (non lunga) esperienza, questa è la prima volta che trovo un dato di questo genere, e le motivazioni che mi sono dato, sono dovute e diversi fattori.

1. le persone che hanno interesse in un progetto di questo genere, sono molto consapevoli dei vantaggi offerti da strumenti quali gli RSS
2. è molto evidente il banner
3. al fondo di ogni post (per ben 20 volte) viene ri-proposta l’iscrizione al feed (ho utilizzato un plugin).

Se queste premesse sono giuste, vuol dire che non abbiamo raggiunto il nostro target di riferimento, che in teoria dovrebbero essere persone alle quali un’informazione trattata in modo “semplice” poteva dare un beneficio informativo.

Ora mi rimane veramente il dubbio su come fare i conti, sapendo che la somma dei due numeri darebbe un risultato fuorviante, voglio anche credere che, almeno in parte, siano utenti diversi.

Un altro dato che non capisco è relativo al tempo medio trascorso sul sito:

statistiche videomarta - tempo medio sul sito

Un tempo sicuramente molto alto se paragonato a questo blog (circa tre volte tanto), ma che non permette neppure la visualizzazione completa di una video-puntata.

Sì, lo so, quella è la media, ma questo vuol dire che sono molto poche le persone che ne guardano più di una, oppure che i 5 minuti pensati come media per la durata di un video sono troppi.

In questo caso mi chiedo se riducendo la durata delle puntate otterrei un tempo medio più basso oppure rimarrebbe costante, con la differenza in questo ultimo caso che il numero di persone arrivate alla fine della visualizzazione del video sarebbe maggiore…

Uno degli ultimi dati che non mi fanno dormire la notte mi incuriosiscono è quello del browser utilizzato:

statistiche videomarta - browser utilizzati

Bhè, sicuramente questo sito NON fa parte della distribuzione normale, in quanto in un mondo dove internet explorer viene “venduto” come il browser utilizzato da oltre l’80% degli utenti, il vederlo schiantato ad un misero 40% mi fa veramente sorridere.

Senza parlare della distribuzione di IE7 che trovo sorprendentemente alta.

statistiche videomarta - dettaglio internet explorer

Ma la cosa triste e che questo non vuol dire che l’utilizzo di IE sia sceso a questo livello, ma come dicevo prima, il mio target di riferimento latita.

Sia chiaro, sono contento di avere visitatori consapevoli ma che cosa devo fare per raggiungere gli altri?

Bella domanda… e forse anche molto semplice la risposta: sto utilizzando canali di comunicazione non utilizzati da un utente medio.

La morale, che mi sono dato di questa storia e che blog e servizi come twitter sono ancora utilizzati da quella fettina di persone che mi piace chiamare “consapevoli dalla rete” (cit. non mia ma non ricordo dove l’ho sentita) che rappresentano, per il momento, una piccola minoranza, e non rientrano tra quelli considerati “utente medio”

Peccando di superbia, penso di aver fatto una bella analisi, ma mi piacerebbe avere il parere di Alberto, Tambu, Simone, altre che naturalmente di tutti quelli che avranno voglia di lasciarmelo…

[richiesta marchetta on]

Non contento della dose di link appena vomitata, aggiungo che se Marco Formento, Lele Dainesi e Alberto D’Ottavi volessero diffondere tramite i loro canali quanto stiamo facendo, li informo che sono a disposizione per qualsiasi informazione.

[richiesta marchetta off]

Bene, adesso posso dire di aver finito, ma non posso esimermi dal pubblicare l’ultima puntata, che guarda caso parla proprio di browser… 😉

[tags]statistiche, analytics, feedburner, video, videomarta[/tags]

La televisione arriva sul web

Da qualche tempo sto seguendo con particolare interesse le modalità di con cui i “media tradizionali” ( televisione e testate giornalistiche ) stanno portando alcuni dei loro contenuti su internet in formato video.

Sui portali come quello de La Stampa, del Corriere della Sera o di Repubblica, non è raro trovare il formato video a corredo delle notizie quotidiane.

Lo scorso Giugno abbiamo visto la presentazione di Rai.TV che nonostante alcuni problemi di accessibilità prova ad entrare in questo mercato mettendo a disposizione diversi contenuti ( con gaudio del sottoscritto sono presenti le puntate di Ratman ).

rai tv

Interessanti anche i tentativi di sperimentazione attraverso YouTube dove sia la RAI sia La7 hanno attivato un canale, anche se ad oggi mi sembra piuttosto trascurato.

E’ invece di questi giorni la notizia che anche Mediaset ha presentato il suo nuovo portale per i contenuti video (in cui al momento c’è ben poco …) che va ad affiancarsi a Rivideo dal quale è possibile scaricare ( a pagamento ) alcune delle sue fiction.

video mediaset

Non posso che essere contento di questa tendenza, e spero che nel giro di qualche mese la fruizione di contenuti video via web trovi una formula per permettere la visione gratuita di intere serie-tv ( Lost, Prison break, CSI, Dott. House ) direttamente dal browser in piena modalità on Demand.

… forse anche la televisione ha trovato il modo per essere 2.0

[tags]video, televisione, on demand[/tags]