Vibe Coding: quando il limite non è più la conoscenza ma la capacità di progettare sistemi.

Avete presente quelle serate tra amici, magari con una birra in mano, in cui qualcuno dice: “E se facessimo un gioco da tavolo?”. Di solito finisce tutto lì, tra una risata e il conto da pagare. Stavolta però le cose sono andate diversamente.

Ho preso quell’idea di un dungeon crawler leggero, l’ho data in pasto alla mia curiosità e, ammettiamolo, mi è decisamente sfuggita di mano. Nel giro di una settimana mi sono ritrovato con la versione 0.13 di Dungeons Vibe, 13 documenti di design e un videogioco fatto e finito, nato interamente in “vibe coding“.

Se mi conoscete, sapete che mastico PHP e WordPress a colazione. Ma cosa succede quando decidi di uscire dalla tua zona di comfort e provi a fare pair programming con un’AI (Opus/Claude) per costruire qualcosa che non avevi mai nemmeno osato progettare?

Tu sei il Cercatore, un avventuriero capace di manipolare i "Dadi del Destino".
Fatti strada tra mostri e guardiani elementali per affrontare il Signore Oscuro

La genesi: dal gioco da tavolo al Vibe Coding

Tutto è iniziato con una chiacchierata informale. L’idea era semplice: un gioco di dadi, mappe esagonali e la classica atmosfera da dungeon crawler. Ma la vera sfida per me non era il gioco in sé, quanto il metodo: vibe coding.

Negli ultimi tempi il mio approccio allo sviluppo è cambiato radicalmente. Non sono più quello che scrive ogni singola riga di codice in modo compulsivo. Oggi mi sento più un architetto: definisco la logica, progetto le funzionalità e uso l’intelligenza artificiale come un braccio destro instancabile.

dungeons vibe videogioco

Con Dungeons Vibe, ho voluto spingere l’acceleratore su questo concetto. Ho lavorato in pair programming con Opus, trasformando intuizioni verbali in prototipi funzionali in tempo record. È stato un flusso creativo incredibile: io decidevo il “cosa” e il “come”, e l’AI si occupava di tradurre tutto in codice pulito e modulare. La colonna sonora? Generata con SUNO. Il design? Interamente procedurale.

Il risultato non è solo un gioco, ma la dimostrazione che oggi il limite non è più la conoscenza tecnica di un linguaggio specifico, ma la capacità di progettare sistemi.

Il cuore del gioco: Dadi, Esagoni e Strategia

Dungeons Vibe non è il solito RPG dove clicchi e il personaggio attacca. Qui il destino è letteralmente nelle tue mani… o meglio, nei tuoi dadi.

Ogni turno inizia con un lancio. I risultati dei dadi determinano il tuo “budget” di azioni:

  • Quanti passi puoi fare sulla griglia esagonale?
  • Puoi sferrare un attacco o devi conservare energia per la difesa?
  • È il momento giusto per attivare quell’abilità speciale che hai sbloccato al livello 3?

La scelta della griglia esagonale non è solo estetica. Cambia completamente la gestione dello spazio e del movimento rispetto alla classica griglia quadrata, permettendo manovre tattiche più fluide e un’esplorazione più naturale della “nebbia di guerra”.

L’obiettivo di ogni livello è un classico intramontabile: trova la chiave 🗝️ e raggiungi il tesoro.
Ma attenzione, perché il mondo è vivo e reattivo. C’è il fango che ti rallenta, la lava che scotta e la dinamite che può innescare esplosioni a catena spettacolari. Quando raccogli la chiave, il gioco ti regala un piccolo momento cinematico: la telecamera si sposta sul tesoro, mostrandoti la via.
Un dettaglio che sembra piccolo, ma che eleva l’esperienza utente da “esperimento” a “prodotto curato”.

Un mondo generato dal codice

Qui entriamo nella parte che farà brillare gli occhi ai nerd come me. Avete presente i giochi che pesano GB tra texture e campionamenti audio? Dungeons Vibe va nella direzione opposta. È puro spirito “vibe coding”.

  • Zero Asset Esterni: Non ci sono file PNG o JPG. Ogni muro, ogni mostro e ogni esagono è disegnato al volo via codice utilizzando Phaser 3.90.
  • Audio Sintetizzato: Grazie alla Web Audio API, tutti gli effetti sonori (il rotolare dei dadi, i colpi di spada, le esplosioni) sono generati in tempo reale dal browser. Il file finale del gioco è ridicolmente leggero (circa 280 KB nella versione standalone!).
  • PWA & Standalone: Il gioco è una Progressive Web App. Significa che puoi giocarlo nel browser, installarlo sul telefono o usarlo come eseguibile Windows.

La struttura è modulare: circa 30 moduli JavaScript che comunicano tra loro. Ho imparato di più su pattern di design e gestione degli stati in questa settimana che in mesi di lavoro ordinario.

vibe conding debug

Quando ti trovi davanti a un problema che sembra irrisolvibile (tipo la gestione della traiettoria di un’ascia rotante in una griglia esagonale), l’AI diventa un tutor straordinario che ti spiega il perché di una soluzione matematica invece di darti solo lo snippet.

Eroi, Classi e il Guardiano dell’Abisso

In Dungeons Vibe puoi interpretare tre archetipi, ognuno con uno stile di gioco radicalmente diverso:

  1. Il Guerriero ⚔️: Il tank. Se ti piace caricare a testa bassa e schiacciare nemici con un’ascia volante, è la tua scelta.
  2. L’Arciere 🎯: Strategico e sfuggente. Può far piovere frecce o diventare invisibile per scivolare alle spalle dei nemici.
  3. Il Mago ✨: Il re della manipolazione. Può teletrasportarsi scambiando posizione con un nemico o paralizzare gli avversari a distanza.

Ma la vera star è il Boss finale: il Guardiano dell’Abisso. Non è un semplice nemico con tanti HP. Ha un’intelligenza artificiale multi-fase. Quando ha molta vita, gioca in modo cauto e difensivo. Man mano che lo ferisci, la sua tattica cambia: diventa aggressivo, poi disperato, aumentando la pressione e ignorando la propria difesa per un ultimo, letale tentativo di abbatterti. Sentire lo schermo tremare e vedere la barra HP cambiare colore mentre il Boss cambia pattern è il momento di massima tensione del gioco.

dungeons vibe legenda

Lezioni imparate: cosa significa essere un programmatore oggi

Siamo arrivati alla fine di questo racconto, ma per me è solo l’inizio di una riflessione più profonda.

Cosa ho imparato da questo esperimento in Vibe Conding?

  • La fine della barriera tecnica: Non conoscere profondamente Phaser non mi ha impedito di creare un gioco professionale. La competenza si è spostata dalla sintassi alla logica.
  • Il valore del design: Passare tempo sui documenti di progetto (i famosi 13 documenti della v0.13) è stato fondamentale. Senza una visione chiara, l’AI produce solo codice frammentato. Con una guida forte, produce magia.
  • L’umiltà di imparare: Mi sono trovato a gestire bugfix su tecnologie fuori dalla mia zona di comfort, scoprendo soluzioni eleganti che ora applicherò anche nel mio lavoro quotidiano su WordPress.
  • Nuove librerie e risorse: Dalle meravigliose icone di RPG Awesome ai sistemi di runtime alternativo per JavaScript, TypeScript come Bun.

Tirando le somme

Dungeons Vibe è un esperimento, un gioco, ma soprattutto un manifesto di come vedo il futuro dello sviluppo dove sapere fare Vibe Coding diventerà indispensabile e dalla voglia di esplorare questi limiti.

Il progetto è attualmente in versione 0.13.9 ma ho bisogno di beta tester coraggiosi disposti a scendere nelle catacombe, affrontare zombie che lasciano scie di fango e, se sono abbastanza bravi, sfidare il Signore dell’Abisso.

Se vi piace l’idea di un gioco che nasce dal codice e non dai GB di download, o se siete curiosi di vedere cosa si può fare oggi con il vibe coding lasciatemi un commento e vi mando il link così potete farmi sapere cosa ne pensate: suggerimenti per nuove features o bilanciamenti.

E poi condividete questo articolo così mi aiutate far conoscere questo piccolo esperimento a più persone possibili!

    .:: Maurizio Pelizzone

    .:: Maurizio Pelizzone

    Sono Maurizio Pelizzone, mi occupo di #wordpress per lavoro realizzando siti, temi e plugin personalizzati.
    Quando serve faccio anche consulenza e formazione a distanza su WordPress, Woocommerce e Gutenberg

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