Bambu Lab P1P: la recensione rivista nel 2026, tra upgrade e fine produzione

La mia recensione della Bambu Lab P1P, aggiornata a ottobre 2026: com'è andata dal 2023, gli upgrade ufficiali, la fine produzione del 10 febbraio 2026 e per chi ha ancora senso.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2023 e aggiornato a ottobre 2026: i commenti più vecchi si riferiscono alla versione originale.

Si dice che l’appetito vien mangiando, e con la stampa 3D è proprio così: a marzo 2023, poco più di un anno dopo la mia prima stampante, mi sono ritrovato felice ed entusiasta utilizzatore di una Bambu Lab P1P e ho scritto questa recensione a caldo, quella che allora intitolai «la stampante perfetta». Tre anni e mezzo dopo la rileggo con il senno di poi: com’è andata davvero, cosa si può aggiornare e per chi ha ancora senso una P1P oggi che Bambu Lab ha smesso di produrla.

La risposta breve: la Bambu Lab P1P resta un’ottima stampante per PLA e PETG, veloce e quasi senza manutenzione, ma è fuori produzione dal 10 febbraio 2026. Ha senso se ce l’hai già, o se la trovi usata a buon prezzo e ti piace metterci le mani; se devi comprare oggi da zero, guarda il mio confronto aggiornato tra le stampanti Bambu Lab, perché A1, P1S e P2S fanno meglio la stessa cosa.



Bambu Lab P1P: la recensione in breve

Una stampante CoreXY veloce e affidabile, a camera aperta, che ha fatto il grosso dei miei progetti dal 2023.

Se cerchi una Bambu Lab P1P recensione in due righe, eccola: piatto da 256 × 256 × 256 millimetri, calibrazione automatica, camera aperta con pannelli laterali da stampare, ugello in acciaio inox e compatibilità con l’AMS per il multicolore. Quello che mi è piaciuto di più e quello che mi è mancato:

  • Pro: pronta a stampare in mezz’ora, velocità e qualità ottime su PLA e PETG, ricambi ufficiali facili da trovare.
  • Pro: è una base perfetta per i mod, come ricorda anche Bambu Lab nel suo saluto alla P1P.
  • Contro: senza camera chiusa ABS e ASA sono una lotteria, e i filamenti con fibre richiedono l’upgrade temprato.
  • Contro: schermo piccolo a pulsanti, oggi superato dai touchscreen di A1, P2S e successive.

Perché l’ho comprata nel 2023

Dopo una CoreXY in kit mai finita, volevo una stampante che stampasse e basta.

Quando sei davanti alla tua prima stampante economica, dopo le prime prove ti accorgi presto di quanto potrebbe andare meglio in qualità e velocità, e finisci in un vortice che ti fa desiderare la successiva. Io ci sono finito dentro con tutte le scarpe: ore di ricerche e decine di video, fino a scegliere la Two Trees SP5, una bella CoreXY con tanto potenziale. Peccato che montarla con il suo kit, e un manuale non proprio chiarissimo, mi abbia fatto sudare parecchio.

Poi ho fatto i conti con il tempo e i soldi che servivano per sistemarla con un Diamond Mount, passare a Klipper, cambiare cinghie e stepper. Intanto arrivavano le recensioni della Bambu Lab P1P, che a 659 euro più IVA sembrava il «best buy» del 2023: tra fegato, tempo e materiale la SP5 mi sarebbe costata molto di più. Dopo qualche tentennamento ho deciso di rivenderla e ho fatto l’ordine.

Pronta per la Benchy in mezz’ora

Fuori dalla scatola, tre viti da togliere, calibrazione automatica: lo slogan dei 15 minuti era quasi vero.

Bambu Lab P1P: il banner ufficiale dei 15 minuti dall'unboxing alla prima stampa
Il banner ufficiale della Bambu Lab P1P: 15 minuti dalla scatola alla prima stampa.

Quando ho visto questo banner sulla pagina della Bambu Lab P1P ho pensato a uno slogan, e invece ho dovuto ricredermi. Si tira fuori dalla scatola, si tolgono le protezioni dell’imballo e le tre viti che tengono fermo l’asse Z, la si accende e parte da sola il primo giro di calibrazione. Dopo una ventina di minuti stava calibrando, e circa mezz’ora dopo aver aperto lo scatolone stava già facendo la sua prima Benchy, stampata in bozza con layer da 0,24 in una quarantina di minuti.

La prima 3DBenchy della mia Bambu Lab P1P in Bambu Studio: 40 minuti in tutto
La prima Benchy della mia Bambu Lab P1P nell’anteprima di Bambu Studio, con i tempi di stampa per tipo di linea.

Velocità e qualità, col senno di poi

Su PLA e PETG la P1P vale le CoreXY da smanettoni, senza lo sbattimento di costruirle.

La Bambu Lab P1P è un’ottima stampante che va veloce e stampa bene.

Lo scrivevo nel 2023 e lo confermo: rispetto a una Prusa di allora stampava a una velocità tripla, con layer perfetti. Se come me stampi soprattutto PLA e PETG, i risultati sono quelli di una Voron o di una Rat Rig, con uno sbattimento vicino allo zero. Per policarbonato, ABS, ASA e nylon, invece, la camera aperta si fa sentire.

Gran parte del merito è dello slicer, Bambu Studio, nato da PrusaSlicer e semplificato quanto basta. Nel 2023 era alla versione 1.5, oggi è alla serie 2.x e gestisce tutta la gamma, dalla P1P alle stampanti a doppio ugello; se lo vuoi in italiano trovi i passaggi nella mia guida a Bambu Studio in italiano. Nota di merito, già allora, per la stampa avviata da remoto e per l’app che avvisa a fine lavoro.

Com’è andata con il tempo

Si è ripagata in pochi mesi e per oltre due anni è stata la mia stampante principale, prima di lasciare spazio alla H2D.

A novembre 2023 scrivevo nelle piccole gioie di una stampante 3D che la Bambu Lab P1P si era già abbondantemente ripagata, un oggetto utile dopo l’altro. Ci ho fatto anche la stampa inversa a più colori, senza AMS, e una lunga serie di prototipi disegnati con i programmi 3D gratuiti. Ad aprile 2025 speravo che la prossima fosse la H2D, e oggi sulla mia scrivania lavorano una H2D e una A1 mini.

Sul fronte della durata la P1P chiede poco, ma quel poco va fatto. La manutenzione consigliata da Bambu Lab per la serie P1 prevede di pulire ogni mese le barre in carbonio dell’asse X con alcol isopropilico (senza grasso, che le rovina), di ingrassare ogni tre mesi le viti dell’asse Z e di controllare le barre lisce di Y e Z, più spesso se stampi ABS o ASA. Hotend e ugello sono pezzi di consumo e si cambiano in pochi minuti.

Gli upgrade ufficiali nel 2026

Camera chiusa, acciaio temprato e il nuovo AMS: la P1P si aggiorna con pezzi ufficiali ancora in vendita.

Upgrade ufficiali della Bambu Lab P1P: Enclosure Kit, Hardened Steel Combo, AMS 2 Pro e AMS HT, pannelli stampabili
I quattro upgrade ufficiali della Bambu Lab P1P disponibili a ottobre 2026, con le note su firmware e profili.

Il più importante è il P1P Enclosure Kit, uscito insieme alla P1S nel luglio 2023: vetro superiore, porta in vetro, pannelli laterali e posteriore, frontale, ventola ausiliaria, ventola della scheda e della camera, catena portacavi e filtro a carbone attivo. Il wiki consiglia di stampare prima il condotto della ventola e avverte che su alcune basi vanno limate due linguette dei pannelli. Dopo il kit la stampante resta una P1P: dal firmware 01.05.00.00 si seleziona l’opzione dell’upgrade e da Bambu Studio 1.8.1 si usano i profili della P1S senza avvisi.

Per i filamenti con fibra di carbonio o di vetro c’è l’Hardened Steel Upgrade Combo della serie P1, con ingranaggi dell’estrusore e hotend in acciaio temprato. Per il multicolore, dal firmware 01.08.00.00 la serie P1 supporta anche l’AMS 2 Pro e l’AMS HT, che essiccano il filamento. E poi ci sono i pannelli laterali da stampare, ufficiali e della community, che restano la parte più divertente di questa stampante.

Pannelli laterali stampabili della Bambu Lab P1P: Pixel, Pegboard, Armor e Artistry Modplate
I Modplate ufficiali per personalizzare i pannelli della Bambu Lab P1P: si stampano e si montano senza attrezzi.

Fuori produzione: cosa cambia

La P1P non si vende più dal 10 febbraio 2026, ma ricambi e assistenza ufficiale arrivano fino al 2031.

Bambu Lab lo ha annunciato nel post «A farewell to P1P»: la Bambu Lab P1P è uscita di produzione e di vendita il 10 febbraio 2026, perché con la P2S non aveva più senso tenere due modelli della serie P1 e i clienti sceglievano già la P1S. Le date da segnare sono queste.

Bambu Lab P1P: linea del tempo dal 2023 alla fine produzione del 10 febbraio 2026 e al supporto fino al 2031
Le date della Bambu Lab P1P: dal mio acquisto del 2023 alla fine di ricambi e assistenza a febbraio 2031.
  • Aggiornamenti firmware e software con correzioni e nuove funzioni fino al 14 novembre 2027.
  • Patch di sicurezza fino al 14 novembre 2029; dopo, la stampante continua a funzionare con le stesse funzioni.
  • Ricambi e assistenza fino a febbraio 2031, con la maggior parte dei pezzi in comune con la P1S, che resta in vendita.

Bambu Lab avverte che alcuni accessori specifici potrebbero esaurirsi prima: se ti serve il kit di chiusura, meglio non aspettare troppo.

Per chi ha ancora senso nel 2026

Ha senso per chi ce l’ha già e per chi la trova usata a poco; per tutti gli altri c’è il confronto aggiornato.

Se hai già una Bambu Lab P1P tienitela stretta: stampa bene, si ripara facilmente e, con il kit e l’acciaio temprato, arriva quasi dove arriva una P1S. Se la trovi usata, controlla lo stato di hotend, barre e piatto, chiedi se è aggiornata all’ultimo firmware e confronta il prezzo con quello di una A1 nuova, che sul listino ufficiale di ottobre 2026 costa meno di 300 euro e riceve aggiornamenti fino a dicembre 2028.

Se invece parti da zero, la scelta oggi è tra A1 e A1 mini per PLA e PETG, P1S o P2S per la camera chiusa, X2D e serie H2 per chi vuole due materiali o pezzi grandi: trovi tutto in tabella nel confronto tra le stampanti Bambu Lab nel 2026, insieme alle vecchie differenze tra P1P, P1S e X1 Carbon.

Domande frequenti

Le domande più frequenti sulla Bambu Lab P1P, aggiornate a ottobre 2026.

La Bambu Lab P1P è ancora in vendita?

No. La Bambu Lab P1P è uscita di produzione e dallo store ufficiale il 10 febbraio 2026. Si trova usata, mentre la P1S, che ne è l’evoluzione chiusa, resta in vendita.

Fino a quando la P1P riceve aggiornamenti e ricambi?

Aggiornamenti firmware con nuove funzioni fino al 14 novembre 2027, patch di sicurezza fino al 14 novembre 2029, ricambi e assistenza fino a febbraio 2031.

Si può trasformare la P1P in una P1S?

Sì, con il P1P Enclosure Kit ufficiale, che aggiunge vetri, pannelli, ventole e filtro. La stampante resta una P1P per il firmware, ma con l’opzione dell’upgrade attiva usa i profili della P1S in Bambu Studio.

La P1P può stampare fibra di carbonio?

Con l’ugello inox di serie no. Serve l’Hardened Steel Upgrade Combo per la serie P1, con ingranaggi e hotend temprati.

La P1P è compatibile con l’AMS 2 Pro?

Sì, la serie P1 supporta AMS 2 Pro e AMS HT dal firmware 01.08.00.00, con il buffer per un’unità o l’AMS Hub per più unità.

Il primo amore Bambu non si scorda

La P1P mi ha insegnato che una stampante deve stampare, non farsi costruire.

Nel 2023 la chiamavo «la stampante perfetta», e con il senno di poi la definirei la stampante che mi ha fatto passare dal montare macchine al progettare oggetti. La Bambu Lab P1P esce di scena con un supporto ufficiale lungo e una comunità enorme di mod, e chi ce l’ha può continuare a usarla per anni. Il passo successivo, per me, è stato disegnare i pezzi su misura: se ti incuriosisce, dai un’occhiata a Construct, il CAD online per la stampa 3D che mi sono costruito, con i preset dei piatti Bambu Lab già pronti.

E la tua P1P come sta? L’hai chiusa con il kit, l’hai temprata, o l’hai rivestita di pannelli pixel art? Raccontalo nei commenti, e se conosci qualcuno che ne sta comprando una usata, mandagli questa pagina prima che tiri fuori il portafoglio.

Maurizio Pelizzone

Maurizio Pelizzone

Sono Maurizio Pelizzone, sviluppatore WordPress da oltre vent'anni e consulente di intelligenza artificiale a Torino, co-fondatore di Mavida. Realizzo plugin e integrazioni su misura per WordPress e WooCommerce, automazioni dei processi con n8n e agenti AI, e tengo corsi e workshop su Claude Code, prompt engineering e vibe coding, in presenza a Torino o da remoto. Sono speaker ai WordCamp e autore della guida gratuita in italiano a Claude Code; se vuoi parlarmi di un progetto puoi prenotare una call conoscitiva.

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