Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2023 e aggiornato a ottobre 2026: i commenti più vecchi si riferiscono alla versione originale.
A inizio 2023 ho comprato una Bambu Lab P1P e, qualche mese dopo, mi sono messo a studiare le differenze Bambu Lab tra P1P, P1S e X1 Carbon perché sognavo la camera chiusa senza avere il budget della X1. Quell’articolo è diventato uno dei più letti del blog, e nel frattempo il catalogo è cambiato quasi del tutto: la P1P e la serie X1 sono uscite di produzione, sono arrivate le serie A e H, la P2S e la X2D. Così l’ho rimesso in piedi, tenendo il confronto storico per chi ha ancora una di quelle tre stampanti e aggiungendo la domanda che oggi conta davvero.
La risposta breve: nel 2026 chi inizia e stampa soprattutto PLA e PETG sceglie una A1 mini o una A1; chi vuole un piatto grande spendendo poco guarda la A2L; chi vuole la camera chiusa per ABS, ASA e filamenti con fibre prende una P2S (o una P1S se il budget è stretto); chi stampa spesso due materiali insieme passa alla X2D con il doppio ugello; la serie H2 (H2S, H2D, H2C) è per pezzi grandi, materiali da 350 °C e moduli laser. I dati vengono dalla pagina di confronto ufficiale di Bambu Lab, consultata a ottobre 2026.
Quale Bambu Lab scegliere nel 2026
Parti da cosa stampi, non dal modello più costoso: camera, materiali e volume decidono quasi tutto.
Il modo più semplice per orientarsi tra le differenze Bambu Lab è farsi tre domande in fila. Prima: stamperai ABS, ASA, nylon o filamenti caricati con fibre? Se la risposta è no, una stampante a camera aperta della serie A basta e avanza. Seconda: quanto sono grandi i tuoi pezzi? La maggior parte dei modelli che scarichi da Printables o MakerWorld sta comodamente in 256 millimetri, mentre caschi da cosplay e modelli architettonici chiedono la A2L o una H2. Terza: quanti materiali vuoi nello stesso pezzo? Per qualche colore basta un AMS; per combinare materiali diversi, o supporti solubili, il doppio ugello cambia la vita.

Sul listino ufficiale europeo di ottobre 2026 si va da meno di 200 euro per la A1 mini a oltre 2.000 euro per la H2C, con offerte che cambiano spesso: per il prezzo del giorno conviene sempre guardare lo store ufficiale, e qui mi concentro su quello che non cambia con gli sconti.
La gamma Bambu Lab di ottobre 2026
Nove stampanti in vendita sullo store europeo, in quattro serie: le differenze Bambu Lab partono da qui.
Questa è la gamma che trovi sullo store ufficiale europeo a ottobre 2026, con le specifiche che contano di più per scegliere e che riassumono le differenze Bambu Lab modello per modello. Il volume è quello di stampa con un solo ugello; per le stampanti a doppio ugello lo spazio utile cambia leggermente a seconda dell’ugello usato.
| Modello | Camera | Volume (mm) | Ugello / piatto max | Materiali tecnici | Multimateriale |
|---|---|---|---|---|---|
| A1 mini | aperta | 180 × 180 × 180 | 300 °C / 80 °C | fibre con ugello temprato, niente ABS | AMS lite |
| A1 | aperta | 256 × 256 × 256 | 300 °C / 100 °C | fibre con ugello temprato, niente ABS | AMS lite |
| A2L | aperta | 330 × 320 × 325 | 300 °C / 80 °C | fibre con ugello temprato, niente ABS | AMS lite e AMS di seconda generazione |
| P1S | chiusa | 256 × 256 × 256 | 300 °C / 100 °C | ABS, ASA, PA, PC; fibre con ugello temprato | AMS, AMS 2 Pro, AMS HT |
| P2S | chiusa | 256 × 256 × 256 | 300 °C / 110 °C | ABS, ASA, PA, PC e fibre, temprato di serie | AMS 2 Pro |
| X2D | chiusa, riscaldata a 65 °C | 256 × 256 × 260 | 300 °C / 120 °C | ABS, ASA, PA, PC e fibre | doppio ugello e AMS |
| H2S | chiusa, riscaldata a 65 °C | 340 × 320 × 340 | 350 °C / 120 °C | anche PPS-CF e PPS-GF | AMS; laser e taglio opzionali |
| H2D | chiusa, riscaldata a 65 °C | 325 × 320 × 325 | 350 °C / 120 °C | anche PPS-CF e PPS-GF | doppio ugello e AMS; laser e taglio opzionali |
| H2C | chiusa, riscaldata a 65 °C | 325 × 320 × 320 | 350 °C / 120 °C | anche PPS-CF e PPS-GF | doppio ugello con cambio hotend Vortek |
Non sono più in produzione la P1P (dal 10 febbraio 2026, come racconta il blog di Bambu Lab) e la serie X1 con X1 Carbon e X1E (dal 31 marzo 2026, annuncio ufficiale): si trovano ancora usate o ricondizionate, e i ricambi sono garantiti fino al 2031.
Differenze Bambu Lab: come scegliere
Le differenze Bambu Lab che pesano sul serio sono cinque, e quasi nessuna ha a che fare con la velocità.
Tutte le Bambu Lab di oggi sono veloci, si calibrano da sole e si comandano da Bambu Studio o dall’app: su questo la differenza tra la più economica e la più cara è minore di quanto suggerisca il prezzo. Le differenze Bambu Lab vere stanno altrove, e le metto in ordine di importanza per chi compra.
Camera chiusa o aperta
La camera chiusa serve per i materiali che soffrono gli sbalzi di temperatura, cioè ABS, ASA, nylon e policarbonato, che con l’aria fredda della stanza tendono al warping, il pezzo che si stacca dagli angoli. Per PLA, PETG e TPU la camera aperta della serie A va benissimo. La camera riscaldata attivamente a 65 °C di X2D e serie H2 è un passo in più: tiene costante la temperatura anche nei pezzi grandi e nei materiali più esigenti.
Filamenti tecnici e ugello temprato
I filamenti caricati con fibra di carbonio o di vetro sono abrasivi e consumano in fretta un ugello in acciaio inox. Per stamparli serve un ugello in acciaio temprato: è di serie su P2S, X2D e serie H2, mentre sulle A e sulla P1S si monta come ricambio ufficiale. La differenza tra 300 e 350 °C conta solo per materiali come il PPS, che sono roba da officina più che da scrivania.

Volume di stampa
Il piatto da 256 millimetri di A1, P1S, P2S e X2D copre quasi tutto quello che si stampa in casa, dagli organizer ai pezzi meccanici che puoi disegnare con i programmi 3D gratuiti. La A1 mini con i suoi 180 millimetri è perfetta per oggetti piccoli e per chi ha poco spazio; sopra i 300 millimetri ci sono solo la A2L, che costa poco e resta aperta, e le H2, che sono un’altra categoria di macchina.

AMS e multicolore
L’AMS (Automatic Material System) cambia filamento da solo durante la stampa: con l’AMS lite sulle A e con l’AMS 2 Pro sulle stampanti chiuse, che in più essicca le bobine. Il punto debole di una stampante a ugello singolo è lo spurgo, cioè il filamento buttato a ogni cambio colore. Se il multicolore ti serve una volta ogni tanto, si può fare anche senza AMS con la stampa inversa o con una pausa al layer giusto.
Doppio ugello e cambio hotend
Con due ugelli (X2D, H2D, H2C) ogni materiale ha il suo hotend: niente spurgo tra PLA e supporto solubile, e la possibilità di unire un materiale rigido e uno morbido nello stesso pezzo. La H2C aggiunge il sistema Vortek, che cambia l’intero hotend in automatico e porta fino a sette ugelli nella stessa stampa. È la soluzione più elegante al problema dello spurgo, e anche la più costosa.
Le stampanti che uso oggi
Dopo la P1P sono passato al doppio ugello della H2D: tra le differenze Bambu Lab è quella che ho sentito di più.
La P1P è stata la mia stampante principale dal 2023 in poi, e ad aprile 2025 scrivevo nella newsletter che speravo fosse la H2D la prossima. Oggi sulla mia scrivania lavorano una H2D e una A1 mini: la prima per i progetti a due materiali e per i pezzi grandi, la seconda per le prove veloci e gli oggetti piccoli, quelli che non vale la pena di mettere in coda alla sorella maggiore.

Lo screenshot è preso dal mio Bambu Studio su un forziere a due colori: lo slicer raggruppa i filamenti tra i due ugelli e stima di risparmiare 348 grammi di filamento e 987 cicli di spurgo rispetto a una stampante con un solo ugello. Su un pezzo così, con una P1P e un AMS, quei grammi sarebbero finiti nel cestino sotto forma di salsicciotti colorati. Se usi lo slicer in italiano trovi la configurazione anche nella mia guida a Bambu Studio in italiano.
La stampante giusta non è la più potente, è quella che ti fa stampare di più e buttare di meno.
Differenze tra P1P, P1S e X1 Carbon
Le differenze Bambu Lab del 2023 contano ancora per chi compra usato: la P1S era il compromesso giusto, e lo è ancora.
Nel 2023 avevo messo a confronto le tre Bambu Lab di allora usando i dati ufficiali. Le differenze tra P1P, P1S e X1 si riducevano a tre cose: la camera chiusa, che la P1P non aveva; la testa di stampa in acciaio temprato, che solo la X1 Carbon montava di serie; e l’elettronica, con il lidar e lo schermo touch della X1 Carbon. Il volume di stampa era identico per tutte, 256 × 256 × 256 millimetri.

| P1P | P1S | X1 Carbon | |
|---|---|---|---|
| Struttura | aperta, pannelli stampabili | chiusa, plastica e vetro | chiusa, alluminio e vetro |
| Ingranaggi e ugello | acciaio e inox | acciaio e inox | acciaio temprato |
| Piatto max | 100 °C | 100 °C | 110 °C a 220 V |
| Fibre di carbonio e vetro | non raccomandate | non raccomandate di serie | ideali |
| Ventole e filtro | nessuna ventola di camera, nessun filtro | ventola di camera e carbone attivo | ventola di camera e carbone attivo |
| Schermo e sensori | display 2,7 pollici, camera 720p | display 2,7 pollici, camera 720p | touch 5 pollici, lidar, camera 1080p |
| Stato a ottobre 2026 | fuori produzione dal 10/02/2026 | ancora in vendita | fuori produzione dal 31/03/2026 |
Allora scrivevo che la P1S, con un prezzo così aggressivo, avvicinava il mondo dei professionisti a quello degli hobbisti e rendeva la P1P obsoleta per chi comprava da zero (nella prima versione c’era un refuso e avevo scritto P1S al posto di P1P).Tre anni dopo il mercato ha confermato: Bambu Lab ha chiuso la P1P spiegando che i clienti sceglievano da tempo la P1S o la nuova P2S.
Sul piatto riscaldato valgono ancora le considerazioni di allora, che riassumo così:
- Adesione: un piatto più caldo tiene il primo strato attaccato meglio, ed è decisivo con l’ABS.
- Warping: temperatura costante del piatto e camera chiusa riducono gli sbalzi tra uno strato e l’altro.
- Materiali: ABS, ASA e nylon chiedono piatti più caldi del PLA, ed è lì che la X1 Carbon faceva la differenza.
Cosa fare se hai ancora una P1P
La P1P funziona ancora benissimo: si chiude con il kit ufficiale, si tempra e accetta il nuovo AMS 2 Pro.
Se hai una P1P non c’è motivo di cambiarla di corsa, e buona parte delle differenze Bambu Lab con i modelli nuovi si recupera con gli accessori ufficiali. Bambu Lab garantisce aggiornamenti firmware con nuove funzioni fino al 14 novembre 2027, patch di sicurezza fino al 14 novembre 2029 e ricambi fino a febbraio 2031. Gli upgrade ufficiali sono tre: il P1P Enclosure Kit, che la chiude con vetri, pannelli, ventole e filtro; l’Hardened Steel Upgrade Combo per la serie P1, con ingranaggi e hotend temprati; e il supporto all’AMS 2 Pro e all’AMS HT, arrivato con il firmware 01.08.00.00.

Il racconto completo di com’è andata con la mia, dagli inizi agli upgrade, è nella recensione della Bambu Lab P1P, aggiornata anche lei a ottobre 2026. Se invece stai valutando una P1P usata, il consiglio è di confrontarne il prezzo con una A1 nuova e con il costo del kit: spesso la differenza si assottiglia.
Domande frequenti
Le domande che mi arrivano più spesso sulle differenze Bambu Lab, con risposte brevi.
Quali sono le differenze Bambu Lab tra serie A, P, X e H?
Le differenze Bambu Lab principali sono camera, materiali e numero di ugelli. La serie A è a camera aperta e pensata per PLA, PETG e TPU; la serie P è chiusa e regge ABS, ASA e filamenti tecnici; la X2D aggiunge il doppio ugello e la camera riscaldata a 65 °C; la serie H2 offre volume oltre i 32 centimetri, hotend a 350 °C e moduli laser e taglio.
La Bambu Lab P1P è fuori produzione?
Sì: produzione e vendita sono finite il 10 febbraio 2026. Bambu Lab garantisce aggiornamenti firmware fino al 14 novembre 2027, patch di sicurezza fino al 14 novembre 2029 e ricambi fino a febbraio 2031.
Conviene ancora comprare una P1S nel 2026?
Sì, se il budget è stretto e vuoi la camera chiusa: è ancora in vendita e i dati ufficiali indicano aggiornamenti firmware fino a luglio 2028. La P2S costa di più ma ha ugello temprato di serie, piatto a 110 °C e schermo touch.
Serve la camera chiusa per stampare PETG?
No. PLA, PETG e TPU si stampano bene anche a camera aperta, quindi una A1 o una A1 mini bastano. La camera chiusa serve per ABS, ASA, nylon e policarbonato.
Si può stampare a più colori senza AMS?
Sì, con il cambio manuale del filamento a un layer prestabilito o con la tecnica della stampa inversa. L’AMS rende tutto automatico e permette colori su ogni strato, ma per una scritta o un logo bastano una pausa e un po’ di pazienza.
Il piatto è caldo, adesso tocca a te
La scelta giusta è quella che parte dai pezzi che vuoi stampare, il resto è catalogo.
Le differenze Bambu Lab del 2026 si riassumono così: camera aperta o chiusa, ugello temprato o no, uno o due ugelli, piatto da 18, 25 o oltre 32 centimetri. Scegli partendo dai materiali e dalle dimensioni dei tuoi progetti e difficilmente sbaglierai, anche perché qualunque modello di oggi stampa meglio della P1P che nel 2023 mi sembrava la stampante perfetta. Quando la stampante è sulla scrivania, il passo successivo è disegnare i tuoi pezzi: io per questo mi sono costruito Construct, il CAD online per la stampa 3D, che tra i preset dei piatti ha anche quelli delle Bambu Lab.
E tu con quale Bambu Lab stampi, o quale stai per comprare? Raccontalo nei commenti, soprattutto se hai una P1P chiusa con il kit o una A2L: sono le due esperienze che mi incuriosiscono di più. E se hai un amico indeciso da settimane davanti al carrello dello store, mandagli questo articolo: magari stasera stampa la sua prima Benchy.


