Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2023 e aggiornato a ottobre 2026: i commenti più vecchi si riferiscono alla versione originale.
Tre anni fa, con la P1P appena arrivata e nessun AMS in casa, volevo dei contenitori per i segnalini di Catan con il logo colorato e una faccia perfetta, senza scalini e senza colla: la soluzione è stata la stampa inversa 3D, una tecnica che ancora oggi uso più di quanto immaginassi. In questa versione aggiornata la rifaccio passo passo con Bambu Studio 2.8 e ti mostro tutte le strade, con e senza AMS.
In breve: la stampa inversa consiste nel stampare a faccia in giù un oggetto a più colori. Prima si stampano sul piatto uno o due layer con il logo specchiato, poi si cambia filamento e si stampa il corpo, che riempie gli spazi attorno al logo e lo copre. Staccato e capovolto, il pezzo mostra un logo a filo della superficie, con la finitura del piatto. Funziona con qualsiasi stampante a un solo estrusore.

Cos’è la stampa inversa 3D
La stampa inversa 3D è una tecnica per ottenere oggetti multicolore con un solo estrusore, stampando la faccia decorata direttamente sul piatto.
Il nome è un po’ improprio, lo ammetto già dal 2023: di inverso c’è solo l’orientamento, perché l’oggetto si prepara e si dispone in modo speculare sul piatto. La parte che di solito sarebbe il «sopra» diventa la base, e il colore che vuoi in evidenza viene stampato per primo, nei layer che toccano il piatto.
Il vantaggio è tutto nella faccia: invece di un logo in rilievo stampato in cima, con i classici gradini dei layer, ottieni una superficie piatta e continua, con il logo incastonato a filo. È perfetto per coperchi, portachiavi, badge, segnalini e targhette, insomma per tutto quello che ha una faccia principale piatta.

Quale metodo scegliere
Oggi ci sono quattro modi per arrivare allo stesso risultato: la scelta dipende da cosa hai in laboratorio, non dal risultato finale.
Nel 2023 c’era una sola strada, quella dei due file stampati uno dopo l’altro. Nel frattempo gli slicer sono cresciuti e Bambu Studio, dalla versione 2.2 di luglio 2025, gestisce anche il cambio manuale del filamento durante la stampa sulle stampanti senza AMS, con un firmware compatibile. Ecco come la vedo a ottobre 2026.
| Metodo | Cosa serve | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Due file in sequenza | Qualsiasi stampante e slicer | Universale, nessuna configurazione | Allineamento da curare, due avvii |
| Oggetto in due parti con cambio manuale | Bambu Studio 2.2 o successivo, firmware compatibile | Un solo file, allineamento automatico | Devi restare vicino alla stampante |
| Oggetto in due parti con AMS | Stampante Bambu Lab con AMS | Tutto automatico, ripetibile | Spurgo e torre consumano filamento |
| Pausa a un layer | Qualsiasi slicer con «Aggiungi pausa» | Semplice per loghi in rilievo in alto | Non funziona per la faccia sul piatto |
L’ultima riga è il dubbio che mi fanno più spesso nei commenti: la pausa a un layer cambia colore da un certo layer in su, quindi va benissimo per una scritta in rilievo sopra un oggetto, ma non può mettere due colori nello stesso layer. Nella stampa inversa i primi layer contengono sia il logo sia il corpo che lo circonda, e lì serve una delle prime tre strade.
Prepara il logo e il corpo
Il lavoro vero si fa nel CAD: un file con il logo specchiato alto uno o due layer e un file con il corpo da cui il logo è stato sottratto.
Per preparare i modelli io uso OpenSCAD, ma va benissimo Tinkercad o uno dei programmi 3D gratuiti che ho provato; se preferisci lavorare nel browser c’è anche Construct, il CAD online che ho scritto con Claud.ia. Le regole sono tre e valgono ovunque:
- il logo si estrude per 0,2 o 0,4 mm, cioè uno o due layer, e si specchia sull’asse X;
- il corpo è la forma completa meno il logo (una differenza booleana), così i primi layer hanno i buchi esattamente dove andrà il colore;
- i due file devono avere la stessa origine: se li esporti dallo stesso progetto senza spostarli, si sovrappongono da soli quando li importi insieme.
Nel 2023 aggiungevo al logo una cornice esagonale uguale al bordo del coperchio: oltre a essere bella, rendeva identiche larghezza e profondità dei due file e mi permetteva di allinearli con le coordinate dello slicer. Il trucco funziona ancora con gli slicer che non gestiscono gli oggetti in più parti.

Passo passo in Bambu Studio
In Bambu Studio basta importare insieme i due file, accettarli come un unico oggetto in più parti e assegnare un filamento diverso a ciascuna parte.
Ho rifatto tutta la procedura con Bambu Studio 02.08.02.60, la versione che ho installato su questo PC, usando un segnalino esagonale di prova con una casetta e la scritta specchiata. Se Bambu Studio è nuovo per te, parti dalla mia guida a Bambu Studio.
- Importa i due STL insieme (File, Importa, oppure Ctrl+I, selezionandoli entrambi).
- Alla domanda «Caricare questi file come un singolo oggetto con più parti?» rispondi Sì: logo e corpo restano perfettamente allineati.
- Nell’elenco oggetti passa alla vista Oggetti e nella colonna Fila. assegna il filamento 1 al corpo e il filamento 2 al logo.
- Controlla in Impostazioni piatto il tipo di piatto e, se vuoi, la sequenza filamento primo layer.
- Premi Slice e, in Anteprima, porta il cursore dei layer al primo e al secondo layer per controllare il logo.


Sul mio segnalino di prova, con il logo alto due layer, Bambu Studio ha calcolato tre cambi di filamento e circa 1,4 grammi fra spurgo e torre di pulizia, su un modello che pesa meno di 4 grammi. Sono numeri piccoli in assoluto, ma spiegano perché conviene tenere il logo il più sottile possibile.
Senza AMS: il cambio a mano
Senza AMS hai due strade: i due file in sequenza, che funzionano ovunque, o il cambio manuale guidato dalla stampante con le versioni recenti di Bambu Studio.
Il metodo classico, con due stampe
È quello che ho usato per i segnalini di Catan. Stampi solo il logo, lasci il pezzo sul piatto, cambi filamento facendo uscire un po’ di materiale per pulire l’ugello, e poi lanci la stampa del corpo senza toccare nulla. Nei primi layer il nuovo colore riempie gli spazi attorno al logo, nei successivi lo copre del tutto. In Bambu Studio puoi tenere entrambi i file nello stesso progetto e nascondere a turno quello che non vuoi stampare prima di preparare il G-code.
Il cambio manuale con Bambu Studio 2.2 e successivi
Secondo le note di rilascio ufficiali, dalla 2.2 puoi usare più filamenti sullo slot esterno anche senza AMS: nella finestra di invio della stampa abiliti lo scambio della bobina esterna e, quando serve, la stampante si ferma e ti chiede di cambiare filamento. Serve un firmware compatibile, quindi controlla gli aggiornamenti della tua stampante prima di provarci. Il vantaggio è enorme: un solo file, allineamento automatico, e i cambi li decide lo slicer.

Con l’AMS fa tutto lei
Con l’AMS la stampa inversa diventa una stampa multicolore come le altre: assegni i colori alle parti e premi Stampa.
Se hai una stampante con AMS (le differenze fra i modelli le trovi nel mio confronto delle Bambu Lab), la procedura è quella della sezione su Bambu Studio e il cambio lo fa la macchina. Due consigli: lascia attiva la torre di pulizia, perché è lei a garantire un logo senza sbavature dell’altro colore, e valuta di stampare più pezzi insieme sullo stesso piatto, così lo spurgo si divide su più oggetti invece di pesare su uno solo.
Il trucco della stampa inversa resta utile anche con l’AMS: il colore principale sulla faccia e il logo nei primi layer significano pochissimi cambi, contro le decine di cambi di un logo in rilievo stampato in cima all’oggetto.
Il piatto disegna la faccia
La faccia del pezzo è il negativo del piatto: scegli il piatto in base alla finitura che vuoi vedere.
Nella stampa inversa il piatto non è solo un supporto, è lo stampo della faccia. Il PEI testurizzato, che Bambu Lab monta di serie su molte stampanti, lascia una superficie granulosa e opaca che nasconde bene le imperfezioni. I piatti lisci danno una faccia più uniforme e lucida; il Cool Plate SuperTack di Bambu Lab, secondo la scheda ufficiale, ha una superficie finemente testurizzata vicina al lucido ed è pensato solo per PLA e PETG.
Poi ci sono i piatti con motivi, che trasformano la stampa inversa in un piccolo effetto speciale: i coperchi qui sotto sono usciti da un piatto PEO e hanno ereditato il disegno a triangoli senza un minuto di post produzione. Qualunque piatto tu scelga, impostalo correttamente in Bambu Studio: cambia la temperatura del piano e quindi l’adesione del primo layer.

Errori comuni da evitare
Quasi tutti gli insuccessi della stampa inversa vengono da quattro dettagli: specchio, altezza, primo layer e pulizia dell’ugello.
- Logo non specchiato: la scritta esce al contrario. Controlla sempre l’anteprima del primo layer, deve leggersi allo specchio.
- Logo troppo alto: tre o quattro layer non migliorano il colore e moltiplicano i cambi di filamento.
- Primo layer schiacciato o sollevato: i dettagli sottili del logo si staccano o si allargano. Piatto pulito e calibrazione in ordine valgono più di qualsiasi impostazione.
- Ugello sporco dopo il cambio: con il cambio a mano fai uscire filamento finché il colore nuovo è pulito; con l’AMS non disattivare la torre di pulizia.
- Pezzo spostato fra le due stampe (metodo classico): non togliere il piatto e non toccare il logo, o il corpo lo mancherà di qualche decimo.
- Materiali incompatibili: PLA e PETG insieme aderiscono male; per un logo che deve restare usa lo stesso materiale.
I segnalini di Catan
Le scatoline dei segnalini di Catan sono il progetto da cui è nato questo articolo, e sono ancora scaricabili gratis su Printables.
Il primo prototipo era bianco e grigio, con i primi esperimenti di filamento glitterato; la versione finale è passata ai colori dei giocatori, con il logo giallo. I file sono sul mio profilo, nel modello Catan player pieces holder: se non hai mai usato la piattaforma, qui trovi come funziona Printables e come scaricare i modelli 3D.


E se Catan è anche la tua passione, un paio d’anni dopo sono passato al gioco intero con I Coloni di Catan stampati in 3D: altro che segnalini.
Domande frequenti
Le domande che arrivano più spesso sulla stampa inversa, con risposte brevi.
Serve una stampante con l’AMS per la stampa inversa?
No. La stampa inversa nasce proprio per le stampanti con un solo estrusore e senza cambio automatico: stampi il logo, cambi il filamento a mano e stampi il corpo sopra. L’AMS rende tutto automatico, ma non è indispensabile.
Quanto deve essere alto il logo?
Uno o due layer, quindi 0,2 o 0,4 mm con l’altezza layer standard. Più alto non serve: il colore si vede già dal primo layer e ogni layer in più aggiunge cambi di filamento senza migliorare la faccia.
Perché il logo va specchiato?
Perché l’oggetto si stampa a faccia in giù: quello che appoggia sul piatto, una volta capovolto, diventa la faccia visibile. Una scritta non specchiata si leggerebbe al contrario. Simboli simmetrici, come un esagono, non hanno questo problema.
Posso usare PLA e PETG insieme nella stampa inversa 3D?
Nei miei esperimenti ho sempre usato PLA con PLA, che si salda benissimo. PLA e PETG aderiscono poco fra loro (è il trucco che molti usano per i supporti staccabili), quindi per un logo che deve restare al suo posto conviene usare lo stesso materiale in due colori.
Quale piatto usare per la stampa inversa?
Dipende dalla faccia che vuoi: il PEI testurizzato regala una superficie ruvida e opaca, i piatti lisci una faccia più uniforme, quelli con motivi (come il PEO del mio esempio) stampano il disegno direttamente sulla faccia.
La stampa inversa funziona anche con le stampanti non Bambu Lab?
Sì. Il metodo con due file e il cambio del filamento fra una stampa e l’altra funziona con qualsiasi stampante a filamento e qualsiasi slicer: Bambu Studio semplifica solo la preparazione.
Si gira il pezzo e si sorride
Il momento più bello della stampa inversa è quando stacchi il pezzo, lo giri e la faccia è già finita.
La stampa inversa è nata come un trucco per chi aveva un solo estrusore e oggi, con l’AMS e il cambio manuale di Bambu Studio, è diventata semplicemente il modo più pulito per mettere un logo su una faccia piatta. Se vuoi approfondire, parti dalla guida a Bambu Studio, scegli il CAD fra i programmi 3D gratuiti e, se cerchi idee già pronte, fai un giro fra i modelli con il logo incastonato che trovi online.
Raccontami nei commenti qual è il primo oggetto che proverai a stampare a faccia in giù, e se hai trovato un piatto con un motivo che vale la pena vedere. E se conosci qualcuno che ancora incolla i loghi sui portachiavi con l’Attak, mandagli questo articolo: è un atto di gentilezza.


