Guida Claude Code 6.2: il libro gratuito in italiano torna in stampa

La guida pratica a Claude Code arriva alla 6.2: i mod, /code-review e /security-review, le parti di un harness e una revisione critica che ha ricontrollato tutto. PDF gratuito, edizione inglese in arrivo su Leanpub e copie stampate da prenotare per il WordCamp Pisa.

A inizio ottobre presentavo la versione 6.1 della guida pratica a Claude Code convinto di averla messa al riparo per un po’, e invece nel frattempo Claude Code ha imparato a farsi modificare dall’interno, sul blog ho scritto dei mod e degli harness, e il libro si è ritrovato più vecchio del blog che lo racconta. La guida Claude Code 6.2 nasce così, per rimettere il PDF al passo con quello che uso tutti i giorni, e arriva giusto in tempo per il WordCamp Pisa, dove porterò la ristampa in versione aggiornata.

Non è una rivoluzione, e va bene così: la guida Claude Code 6.2 aggiunge una sezione nuova sui mod, spiega due comandi che uso sempre più spesso, /code-review e /security-review, e smonta l’harness nei suoi pezzi con tre progetti veri. Gli esempi sono verificati su Claude Code v2.1.311, la revisione critica 6.2.2 ha ricontrollato una per una le affermazioni tecniche e il PDF, che arriva a 323 pagine, si scarica come sempre gratis senza lasciare l’email.

Con l’occasione anche l’edizione inglese aggiornata sta per arrivare su Leanpub.



Perché una 6.2 così presto

Perché Claude Code cambia più in fretta di qualsiasi libro: dalla v2.1.286 della 6.1 alla v2.1.311 della 6.2 sono arrivati i mod, e una guida che non li cita è già indietro.

Chi segue il CHANGELOG di Claude Code lo sa: le versioni escono a ritmo quasi quotidiano, e la maggior parte porta correzioni che a un libro non interessano. Ogni tanto però arriva una novità che sposta il modo di lavorare, e la v2.1.287 è una di queste, perché introduce un modo nuovo di estendere lo strumento accanto a skill, server MCP, subagent e hook. Lasciarla fuori fino alla prossima versione maggiore avrebbe voluto dire consegnare a chi scarica oggi la guida Claude Code 6.2 un capitolo sui plugin incompleto.

La guida Claude Code 6.2 l’ho preparata con lo stesso metodo della prima guida pratica a Claude Code, uscita a maggio, insieme a Claud.ia: prima le fonti ufficiali, poi il testo e poi la verifica di ogni comando. Il risultato sta tutto in un PDF da 323 pagine nel formato 17×24, con una novità piccola ma comoda: il numero di versione stampato anche in copertina.

I mod: Claude Code cambiato da dentro

Nella guida Claude Code 6.2 i mod sono plugin con un modulo JavaScript o TypeScript eseguito dentro Claude Code: possono disegnare nell’interfaccia, riscrivere eventi e aggiungere comandi, cose che skill e server MCP non possono fare.

Fino alla v2.1.286 tutto lavorava dall’esterno: una skill fornisce istruzioni, un server MCP mette a disposizione strumenti, un hook delle impostazioni lancia uno script quando accade qualcosa. Un mod ribalta la prospettiva, perché il suo codice gira dentro il processo di Claude Code e registra delle funzioni legate agli eventi (una chiamata a un tool, un prompt inviato, lo spinner da disegnare) che possono osservarli, riscriverli oppure rispondere al loro posto.

La nuova sezione 14.8 divide le cose che un mod può toccare in tre gruppi:

  • aggiungere elementi all’interfaccia, come un pannello laterale, una banda sopra il prompt, una riga di stato o una notifica;
  • ridisegnare ciò che c’è già, dai messaggi alla riga di una chiamata a un tool, fino allo spinner;
  • intervenire sul comportamento, per esempio sospendendo un tool per fare una domanda, riscrivendo un prompt o aggiungendo un comando / che esegue subito il tuo codice.

Restano fuori, per scelta di progetto, la casella in cui scrivi e la richiesta di permesso, ed è una scelta da apprezzare. Come esempio nel libro c’è usage-band, il mod che ho raccontato nell’articolo sui mod di Claude Code: una banda sempre visibile con contesto, tetti di utilizzo del piano, scadenza della cache e costo dell’ultima operazione.

Guida Claude Code 6.2, pagine 239 e 240: la sezione 14.8 sui mod e l'esempio di usage-band
Le pagine 239 e 240 della guida Claude Code 6.2

Mod e sicurezza: niente sandbox

Un mod può leggere file, chiavi API e ogni prompt, e gira senza sandbox: prima di installarne uno si controlla con claude plugin validate, e per spegnerli ci sono tre livelli.

Il codice di un mod gira con i tuoi permessi e senza sandbox: può leggere e scrivere file, avviare processi, fare richieste di rete, leggere le variabili d’ambiente con le chiavi API e perfino approvare una chiamata prima che ti venga chiesto.

Prima di installarne uno conviene lanciare claude plugin validate sulla sua cartella, che senza eseguirlo elenca gli eventi gestiti e le chiamate richieste. Per spegnerli si può disabilitare il singolo plugin da /plugin, avviare la sessione con –safe-mode oppure impostare disableAllHooks in settings.json, che però ferma anche gli hook delle impostazioni e la status line. La sezione chiude con il criterio della documentazione ufficiale, che riassumo così:

MeccanismoSceglilo quando
Modvuoi un pannello, una banda sopra il prompt, un comando che esegue codice o riscrivere un evento
Hook delle impostazionivuoi bloccare, consentire o registrare un evento con uno script che hai già
Skillcontinui a incollare le stesse istruzioni nella chat
Server MCPl’agente deve raggiungere un sistema esterno

/code-review prima del commit

/code-review rilegge le modifiche del branch in un subagent in background e cerca bug di correttezza.

La sezione 4.5 ora spiega per bene un comando che fino alla versione precedente era solo una riga di tabella. /code-review è una skill inclusa che esamina i commit del branch non ancora nel suo upstream, più le modifiche non committate, e lavora in un subagent in background con un contesto tutto suo: tu continui a lavorare, i risultati arrivano quando la review è finita. Segue il tuo CLAUDE.md, funziona su ogni piano e consuma l’utilizzo come qualunque altra richiesta.

Il primo argomento è il livello: con low vedi solo le segnalazioni più sicure, da medium a max la copertura si allarga, e se non lo indichi Claude Code riusa l’ultimo che hai digitato. Poi puoi dire che cosa rivedere: una pull request, un branch, un intervallo di commit o un percorso.

# Review del branch corrente, con il livello usato l'ultima volta
/code-review

# Copertura ampia sulla pull request 1234
/code-review high 1234

# Solo src/auth, applicando subito le correzioni
/code-review medium --fix src/auth

Con –fix le correzioni finiscono nel working tree (e siccome arrivano da un subagent, /rewind non le annulla tutte: per tornare indietro serve git), con –comment diventano commenti sulla pull request di GitHub o una nota su GitLab. I dettagli sono nella pagina ufficiale sulla review locale.

Guida Claude Code 6.2, pagine 59 e 60: /code-review con livelli e target e l'inizio di /security-review
Le pagine 59 e 60 della guida Claude Code 6.2: /code-review con livelli e target, poi /security-review.

/security-review e pipeline di CI

/security-review guarda le stesse modifiche cercando injection, problemi di autenticazione e autorizzazione e/o dati sensibili esposti.

Dove /code-review cerca errori di logica, /security-review confronta il branch con quello di default del remote origin e segnala injection, problemi di autenticazione e autorizzazione, dati sensibili esposti. Il solo requisito pratico è il riferimento origin/HEAD, che in un clone completo c’è sempre ma manca nei checkout a branch singolo, nelle pipeline di CI e nei repository senza origin, dove il comando si ferma con un errore ambiguous argument. La guida riporta la correzione:

git fetch origin
git remote set-head origin --auto

# oppure, indicando il branch
git remote set-head origin main

Va preso per quello che è, cioè un secondo paio d’occhi per le sviste più comuni e non un audit di sicurezza: permessi e guardrail del capitolo 9 restano la difesa principale.

Le parti di un harness

La sezione 1.6 smonta l’harness nei suoi pezzi con DeepSeek Harness e Harness² di Google Research, e il capitolo 16 aggiunge i mod tra le estensioni di Claude Code.

Nella 6.1 l’harness era il corpo attorno al modello, un blocco unico. Nella guida Claude Code 6.2 il paragrafo «Le parti di un harness» lo smonta, con l’aiuto di due progetti open source del 2026. DeepSeek Harness (MIT, TypeScript) si presenta con il motto «everything is a plugin», e scorrendo i suoi pacchetti si ottiene l’inventario completo: sessione, system prompt, modello, tool, shell e filesystem, compattazione, permessi e sandbox, skill, subagent, piano e MCP.

Harness² di Google Research (Apache 2.0, Python) è invece un framework di ricerca che individua otto componenti modificabili e li migliora in automatico senza toccare i pesi del modello. Non è un prodotto, e il README precisa che non è ufficiale Google, ma è la dimostrazione più diretta di quello che sostenevo nell’articolo sugli harness AI: a parità di cervello, lavorare sul corpo cambia il risultato.

La lezione per chi usa Claude Code è pratica: il system prompt non lo tocchi, ma CLAUDE.md e skill lavorano sul contesto, permessi e sandbox sui guardrail, subagent sulla delega, hook, plugin e mod sul comportamento. Quando un agente sbaglia sempre allo stesso modo, prima di cambiare modello conviene chiedersi quale di queste parti è configurata male.

Guida Claude Code 6.2, pagine 30 e 31: le parti di un harness con DeepSeek Harness e Harness²
Le pagine 30 e 31 della guida Claude Code 6.2: le parti di un harness, da DeepSeek Harness a Harness².

Hernesto, l’harness fatto in casa

Hernesto è il mio agente da terminale in Python, nato come chat con OpenRouter e diventato un piccolo harness: nel libro serve a mostrare quanta strada c’è tra venti righe e un prodotto.

Accanto ai progetti dei grandi ho messo un esempio di casa, Hernesto, un agente da terminale in Python cresciuto un passo alla volta: un ciclo agentico, strumenti per file, shell, web, posta IMAP, email, Telegram e server MCP, un contesto fatto di file Markdown e le skill. Ogni strumento in più ha chiesto una regola in più, dai percorsi confinati nella cartella di lavoro alle conferme per l’invio di un’email, fino a un tetto di spesa per sessione.

La differenza più grande tra un harness fatto in casa e uno come Claude Code è la sandbox che viene impostata a livello di sistema operativo.

La revisione critica della 6.2.2

Con la 6.2.2 la guida non aggiunge capitoli ma si rimette in discussione: diverse affermazioni tecniche ricontrollate online e corrette dove erano ormai obsolete.

Mentre riallineavo l’edizione inglese, ho chiesto anche un’analisi critica e sono uscite parecchie domande tecniche, che ho fatto verificare una per una, insieme a Claud.ia, sul CHANGELOG ufficiale fino alla v2.1.314, sulla documentazione di Claude Code, sulle pagine dei modelli e dei prezzi, sulla specifica MCP e sul registro delle vulnerabilità. Gran parte delle affermazioni ha retto, una parte era incompleta e qualcuna era proprio superata: la guida Claude Code 6.2 esce dalla revisione come 6.2.2, con i fatti fotografati al 30 ottobre 2026.

Poi c’è il lavoro meno vistoso, quello che si sente leggendo: elenchi puntati al posto dei paragrafi più densi, rimandi al posto delle ripetizioni, il blocco sui modelli della generazione 5 promosso a sezione 6.6 e tante altre piccole cose.
Il PDF passa così da 312 a 323 pagine e il vecchio link porta già alla versione nuova.

Quanto all’edizione inglese, ora è ritradotta da capo a partire dalla 6.2 e ha ricevuto le stesse correzioni della 6.2.2, file per file, così le due lingue dicono finalmente le stesse cose.

Il PDF è pronto, la carta arriva a Pisa

La guida Claude Code 6.2 si scarica gratis e si condivide, e per chi preferisce la carta al WordCamp Pisa c’è un nuovo lotto di copie stampate da prenotare.

Se dovessi riassumere la guida Claude Code 6.2 in una frase direi che segue da vicino il modo in cui uso Claude Code oggi: mod per vedere quello che mi serve, /code-review prima di ogni commit importante, e un’idea più chiara di quali pezzi dell’harness posso regolare. Il PDF è gratuito, con licenza Creative Commons BY-SA 4.0, e trovi tutto nella pagina della guida Claude Code in italiano.

Al WordCamp Torino, a maggio, le venti copie stampate del primo lotto sono volate via tutte, e così ho appena confermato la stampa di un nuovo lotto della 6.2.2 da portare al WordCamp Pisa, dove sabato 14 novembre alle 14:30 presento il talk «Ideas are Cheap, Execution is Cheaper». Le copie non sono infinite: se ne vuoi una, prenotala con un commento qui sotto, un messaggio o una mail, e te la tengo da parte.

Se ti è utile puoi sostenere il prossimo aggiornamento su Leanpub, mentre errori e proposte di correzione sono benvenuti sul repository GitHub. E se vuoi portare Claude Code nel tuo team, con un percorso di formazione o una consulenza sul flusso di lavoro, puoi prenotare una call conoscitiva.

Ultima domanda, e mi interessa davvero la risposta: hai già installato un mod, o preferisci guardarli da lontano come faccio io con le notifiche di aggiornamento della CLI? Scrivilo nei commenti, e condividi questo articolo con chi fa ancora la code review a occhio alle sei di sera: magari ti offre un caffè.

Domande frequenti sulla 6.2

Che cosa c’è di nuovo nella guida Claude Code 6.2?

La guida Claude Code 6.2 aggiunge la sezione 14.8 sui mod, spiega /code-review e /security-review nella sezione 4.5 e aggiorna la parte sugli harness con DeepSeek Harness, Harness² e Hernesto. Gli esempi sono verificati su Claude Code v2.1.311.

La guida è ancora gratuita?

Sì: il PDF di 323 pagine si scarica senza lasciare l’email ed è rilasciato con licenza Creative Commons BY-SA 4.0. Chi vuole può sostenere il progetto su Leanpub.

Posso avere una copia stampata della guida?

Sì, finché durano: al WordCamp Pisa del 14 novembre 2026 porto un nuovo lotto di copie stampate della 6.2.2. Per fartene tenere una da parte basta prenotarla con un commento all’articolo, un messaggio o una mail.

Esiste la guida Claude Code in inglese?

Sì: l’edizione inglese è stata ritradotta dalla 6.2 e allineata alla revisione 6.2.2, e arriverà a breve su Leanpub, dove oggi c’è ancora la versione di maggio. Sul blog si scarica solo il PDF italiano.

Che cosa sono i mod di Claude Code?

Sono plugin che contengono un modulo JavaScript o TypeScript eseguito dentro Claude Code, dalla v2.1.287. Possono aggiungere pannelli e bande all’interfaccia, ridisegnare elementi esistenti, riscrivere eventi e aggiungere comandi.

I mod sono sicuri?

Girano con i tuoi permessi e senza sandbox, quindi vanno trattati come qualunque codice di terzi: prima di installarli si controllano con claude plugin validate, e si possono spegnere da /plugin, con –safe-mode o con disableAllHooks.

Qual è la differenza tra /code-review e /security-review?

/code-review cerca bug di correttezza nelle modifiche del branch, con livelli da low a max e i flag –fix e –comment. /security-review cerca vulnerabilità confrontando il branch con quello di default di origin, e richiede il riferimento origin/HEAD.

Che cosa cambia con la revisione 6.2.2?

È una revisione critica del 30 ottobre 2026: le affermazioni tecniche del libro verificate online su CHANGELOG, documentazione, modelli e prezzi, con l’arrivo di Claude Haiku 5.5, il piano Ultra, il contesto da un milione di token come predefinito e i passaggi più densi resi più leggibili. Il PDF passa a 323 pagine.

Devo riscaricare il PDF se ho la 6.1?

Sì: oltre ai mod e alla code review, con la revisione 6.2.2 tutte le parti tecniche del libro sono state ricontrollate e corrette dove i fatti erano cambiati. Il vecchio link alla 6.1 rimanda comunque al PDF aggiornato.

Maurizio Pelizzone

Maurizio Pelizzone

Sono Maurizio Pelizzone, sviluppatore WordPress da oltre vent'anni e consulente di intelligenza artificiale a Torino, co-fondatore di Mavida. Realizzo plugin e integrazioni su misura per WordPress e WooCommerce, automazioni dei processi con n8n e agenti AI, e tengo corsi e workshop su Claude Code, prompt engineering e vibe coding, in presenza a Torino o da remoto. Sono speaker ai WordCamp e autore della guida gratuita in italiano a Claude Code; se vuoi parlarmi di un progetto puoi prenotare una call conoscitiva.

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