Gli esperti SEO scrivono ancora: ora promettono anche ChatGPT

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e completamente riscritto a ottobre 2026: i commenti più vecchi si riferiscono alla versione originale.

Nel settembre del 2010 avevo pubblicato, con un certo divertimento, tre email ricevute da sedicenti «esperti SEO» che mi proponevano uno scambio link per migliorare la posizione del blog sui motori di ricerca: uno gestiva un’ampia gamma di siti, un altro era specializzato nel gioco online ma precisava che sui suoi siti «non si gioca», e tutti sottolineavano che l’offerta era completamente gratuita e vantaggiosa per entrambe le parti. Il mio consiglio finale, scritto in maiuscolo con la delicatezza che mi contraddistingueva a quei tempi, era di cambiare lavoro, e nei commenti ne era nata una discussione vivace fra chi difendeva lo scambio link e chi spiegava, con pazienza, perché non fosse una grande idea.

Sedici anni dopo devo ammettere che il mio consiglio è rimasto inascoltato: gli esperti SEO scrivono ancora, solo che nel frattempo hanno aggiornato il copione e oltre alla prima pagina di Google promettono anche la «visibilità su ChatGPT», la «presenza garantita nelle risposte dell’AI» e altre meraviglie della tecnica. In questo articolo provo a smontare le promesse più ricorrenti, a ricordare che cosa dice Google sui link a pagamento e a darti una lista di domande da fare a un consulente prima di firmare qualsiasi cosa.



Com’è fatta l’email dell’esperto SEO nel 2026

L’email tipo del 2026 promette risultati garantiti in tempi brevi, unisce la SEO tradizionale a una non meglio precisata ottimizzazione per l’intelligenza artificiale e arriva senza che tu l’abbia mai chiesta. Per non fare torto a nessuno non riporto più nomi e cognomi, come facevo nel 2010, ma ho provato a ricostruire un collage delle frasi che ritornano più spesso nella mia casella di posta, e sono quasi certo che ne riconoscerai qualcuna.

«Gentile titolare di maurizio.mavida.com, abbiamo analizzato il suo sito e riscontrato numerose criticità. Grazie alla nostra strategia proprietaria di SEO e GEO garantiamo la prima posizione su Google e la citazione nelle risposte di ChatGPT entro trenta giorni, attraverso articoli sponsorizzati su siti ad alta autorità. Resto in attesa di un suo cortese riscontro.»

Ogni frase merita una piccola nota a margine: l’analisi del sito di solito è un report automatico, la «strategia proprietaria» è una scatola nera che nessuno ti spiegherà, la garanzia riguarda un risultato che nessuno può controllare e gli «articoli sponsorizzati su siti ad alta autorità» sono, nella maggior parte dei casi, link a pagamento con un vestito più elegante di quello del 2010. La cosa più divertente è che persino Google racconta di ricevere email del genere, indirizzate con grande trasporto a «Dear google.com» per segnalargli che non compare nei motori di ricerca.

Le promesse impossibili, e perché lo sono

Nessuno può garantire la prima posizione su Google, e nessuno può garantire che ChatGPT o un altro assistente citi il tuo sito: lo dice la stessa Google nella sua guida su come scegliere un consulente SEO, dove invita a diffidare di chi promette il primo posto, di chi vanta rapporti speciali con il motore di ricerca o un fantomatico invio prioritario, e delle agenzie che ti contattano di punto in bianco. Il ranking è il risultato di sistemi automatici che valutano centinaia di fattori e che cambiano nel tempo, e le risposte generate dall’AI variano in base alla domanda, al contesto e persino al momento in cui vengono richieste.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale la documentazione di Google è ancora più esplicita: per comparire come fonte negli AI Overviews o in AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea a mostrare uno snippet, e non esistono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali, nemmeno file come llms.txt o markup dedicati. Chi ti vende un pacchetto «GEO» basato su trucchi segreti ti sta vendendo, nel migliore dei casi, buona SEO con un’etichetta nuova, e nel peggiore qualcosa che può farti danni.

  • «Garantiamo la prima posizione»: impossibile, e Google lo scrive nero su bianco.
  • «Abbiamo un canale privilegiato con Google» o «con OpenAI»: non esiste per i risultati organici.
  • «Ti facciamo citare da ChatGPT in trenta giorni»: nessuno controlla le risposte di un modello.
  • «Ti serve un file speciale per l’AI»: per Google Search non serve.
  • «Il nostro punteggio di autorità salirà di venti punti»: i punteggi di terze parti non corrispondono ai segnali di Google.

Comprare o scambiare link con lo scopo principale di manipolare il ranking viola le spam policy di Google, che chiamano questa pratica link spam e citano fra gli esempi lo scambio di denaro per link o per articoli che contengono link, gli scambi eccessivi del tipo «linkami che ti linko», i programmi automatici che generano link e gli articoli sponsorizzati con link che trasmettono valore. In altre parole lo scambio link che mi proponevano nel 2010 è ancora lì, nella lista, e i guest post a pagamento di oggi ci sono finiti accanto.

Questo non significa che una collaborazione a pagamento sia vietata: un link sponsorizzato è perfettamente lecito se viene qualificato con rel="sponsored" oppure rel="nofollow", così da dichiarare che non si tratta di un voto spontaneo.

<!-- Link a pagamento o in cambio di prodotti: va sempre qualificato -->
<a href="https://example.com/prodotto/" rel="sponsored">il prodotto del partner</a>

Il problema è che le offerte che arrivano per email chiedono quasi sempre l’esatto contrario, cioè link «puliti» e senza attributi, perché è proprio il valore per il ranking quello che vendono. Tieni presente due dettagli che i venditori di link raramente menzionano: con gli aggiornamenti contro il link spam il beneficio dei link annullati non si recupera, e secondo Google resti comunque responsabile di ciò che un’agenzia fa per conto tuo, anche se non ne sapevi nulla.

Che cosa chiedere davvero a un consulente

Un buon consulente SEO ti spiega che cosa farà, come misurerà i risultati e in quanto tempo si aspetta di vederli, senza garanzie e senza segreti. La guida di Google suggerisce alcune domande molto semplici, che ho integrato con quelle che, dall’altra parte del tavolo, mi piacerebbe sempre sentirmi fare.

  1. Puoi mostrarmi esempi di lavori precedenti e qualche caso concreto?
  2. Segui le Google Search Essentials, e come gestisci i link?
  3. Quali risultati ti aspetti e in quali tempi, e con quali indicatori li misureremo?
  4. Mi condividerai tutte le modifiche che farai al sito, una per una?
  5. Hai esperienza nel mio settore e nel mio mercato geografico?
  6. Come misurerai la presenza nelle risposte generate dall’AI, e con quali strumenti?

Aggiungo tre regole pratiche: concedi a chi fa un audit soltanto l’accesso in lettura a Search Console, non accettare mai l’obbligo di inserire un link verso il sito del consulente e diffida di chi non ti lascia i report o le credenziali degli strumenti alla fine della collaborazione. Per l’ultima domanda della lista, se vuoi sapere che risposta aspettarti, ho raccontato come misurare un sito oggi, compreso il traffico che arriva dalle AI.

E la visibilità su ChatGPT? Che cosa si può fare davvero

Per essere citati più spesso dagli assistenti AI si può fare molto, ma si tratta di lavoro serio e non di trucchi: i motori generativi recuperano le pagine da un indice di ricerca, per cui la base resta una pagina indicizzata, accessibile e utile. Google indica come fattore più importante nel lungo periodo il contenuto non banale, cioè quello che offre un punto di vista originale e un’esperienza diretta, e questo vale anche per gli altri motori, che tendono a citare chi risponde in modo chiaro e verificabile.

Le azioni concrete sono poche e misurabili: controllare che il robots.txt non blocchi i crawler di ricerca dei vari servizi (per esempio OAI-SearchBot di OpenAI o PerplexityBot), che sono distinti da quelli usati per l’addestramento e si possono gestire separatamente; scrivere pagine che rispondono subito alla domanda e poi la approfondiscono; curare le informazioni su chi scrive e perché è credibile; misurare con il report sulle funzionalità di AI generativa di Search Console e con i referrer nei tuoi strumenti di analisi. Se poi vuoi capire come ragionano questi sistemi, nella categoria intelligenza artificiale trovi diversi articoli che ne raccontano il funzionamento senza promesse miracolose.

Tirando le somme

Nel 2010 suggerivo agli autori di quelle email di cambiare lavoro, e oggi, con un po’ più di diplomazia, mi limito a suggerire loro di aggiornare almeno il copione, perché le promesse sono le stesse di allora con l’aggiunta di qualche sigla alla moda. La sostanza, invece, non è cambiata: nessuno può garantirti posizioni o citazioni, i link comprati per manipolare il ranking restano spam, e il modo migliore per farsi trovare da Google e dagli assistenti AI è pubblicare contenuti utili su un sito tecnicamente in ordine, misurando i risultati con onestà.

Se vuoi approfondire leggi la pagina di Google su come scegliere un consulente SEO e quella sulle spam policy, che sono sorprendentemente chiare e scritte senza troppi tecnicismi. E se anche tu ricevi email di questo genere, incollami nei commenti la frase più improbabile che ti è capitata, rigorosamente senza nomi, e condividi l’articolo con il collega che sta per firmare un contratto «GEO garantito». Se invece cerchi qualcuno che ti dica le cose come stanno, senza garanzie impossibili, puoi prenotare una call conoscitiva gratuita o passare dai contatti.

Maurizio Pelizzone

Maurizio Pelizzone

Sono Maurizio Pelizzone, sviluppatore WordPress da oltre vent'anni e consulente di intelligenza artificiale a Torino, co-fondatore di Mavida. Realizzo plugin e integrazioni su misura per WordPress e WooCommerce, automazioni dei processi con n8n e agenti AI, e tengo corsi e workshop su Claude Code, prompt engineering e vibe coding, in presenza a Torino o da remoto. Sono speaker ai WordCamp e autore della guida gratuita in italiano a Claude Code; se vuoi parlarmi di un progetto puoi prenotare una call conoscitiva.

14 commenti

  1. Proprio stamattina il tuo “amico” Davide Sangiorgio mi ha mandato una mail, inutile dire identica a quella che hai riportato tu 🙂

    Beh, non mi tocca altro che aspettare che lo seguano anche Fabio Marchetti e Matteo Carlini…

  2. Prima e seconda mail (e di conseguenza mittenti) arrivate anche a me. La prima è stata fantastica: prendeva in esame un sito web ormai chiuso che redirige su un altro indirizzo!! 😀

  3. Guarda caso arrivano anche a me queste mail che lasciano il tempo che trovano. Ho trovato per caso questo blog cercando il nome dei mittenti che mi sarei aspettato di trovare in prima pagina di Google almeno un sito personale dove capire cosa facessero… ma ho trovato questo post interessante e che approvo pienamente.

    L’unica cosa è che uno scambio link può essere anche interessante ma la maggior parte di essi è appunto spam e poco controllabile come fonte nel lungo periodo….

  4. Ma poveracci, magari sono degli stagisti 😀 Sei proprio cattivo dentro 😀

    Comunque c’e’ un solo modo “corretto” per fare buon link bulding di scambio ed è quello di offrire il cosidetto “guest post”.
    Chiaramente va offerto con stile e RILEVANZA. Se sul mio blog parlo di ricette, non mi proponi la recensione di un nuovo incredibile metodo per fare soldi vendendo volatili per diabetici.

    Al momento questo è un modo “etico” che google approva, perchè si creano dei contenuti interessanti per chi legge. Ovviamente il gestore del blog è il giudice massimo: se un contenuto fa schifo, non te lo passa di certo.

    Poi tutto è relativo e variabile, fino a 5 anni fa le Doorway pages erano amate e blasonate, ora se ti provi a farle vieni castigato severamente.

    Tutto scorre 😀

  5. @Gareth: Concordo con quello che hai detto, però ancora c’è chi fa scambio link…Ovviamente un link dentro a un post interessante in un blog tematico aiuta molto di più che mandare mail a raffica per poi stare li a controllare che non ti cavino il link o con la possibilità che le fonti che ti linkino siano penalizzate…eheeh! ^_^
    Per quanto riguarda il relativo, da quel che vedo io, nel lungo termine chi ha “forzato troppo la mano” sarà destinato a scendere… :p

  6. Grandioso: li hai pubblicati! Io mi faccio spesso remore. Perchè non facciamo una “Pubblica affissione” multimano e man mano che le riceviamo li mettiamo in bacheca??? Nel tuo elenco però manca ADAM 🙂

  7. Grazie mille, meno male che sono abbastanza sveglia da 1) non fidarmi di nessuno e 2) andare ad informarmi prima di fare qualunque cosa.
    A me ha scritto la stessa identica mail il Fabio Carlini ì sopra e avevo idea che fosse una bella stupidaggine.
    Nas

  8. Buongiorno a tutti!

    Sig. Merlinox e tanti altri seo specialisti, io non lo trovo così ridicolo, se le persone vi scrivono e propongono scambio link (anche se siamo in 2010), ci provono, io penso che essere o diventare SEO specialista dipende molto anche dall’esperienza, quindi provare tutte le possibilità non e tanto male…

    Ho ancora tanto da dire, …. ma meglio che mi fermo qui!

    BUONAGIORNATA E BUON LAVORO!

  9. Ciao Francesca…..
    capisco cosa vuoi dire….ma è proprio l’esperienza che insegna che tantissimi di questi scambi link sono solo una lama a doppio taglio, dove solo poche proposte possono essere buone, mentre tutte le restanti fidati che finiranno per diventare siti Spamm e fidati che ne ho visti tantissimi…poi ci sono i furbetti che ti dicono stiamo facendo lavori di manutenzione…ci siamo dimenticati di rimetterlo e ogni volta tocca ricontattarli….il discorso è davvero lungo e su tanti miei blog ne ho parlato…..
    secondo me è molto meglio concentrarsi su altri metodi più faticosi, ma che almeno non portano brutte sorprese successivamente

  10. Francesca, se vuoi attirarti addosso delle sfighe, va bene.
    D’altra parte uno deve sentirsi addosso una penalizzazione di google prima di capire di aver fatto una stupidaggine.

    L’unico scambio link che funziona adeguatamente, lo ripeto, è il guest post. Se poi uno si ritrova a farsi negare il guest post per i suoi siti che parlano di
    – hold’em poker
    – pillole ricreative
    – assicurazioni online
    – prestiti
    – corsi motivazionali/MLM/metodi infallibili per l’indipendenza finanziaria (!)

    …che dire… cambia siti 🙂

  11. @Francesca come darti torto. Alla fine i SEO vivono di link. Ma segnati alcune cose: lo scambio link ha un errore di base: lo scambio stesso. Se io linko te e tu linki me secondo te Google cosa fa?
    Altro punto: i link in parti di navigazione ormai sono pressochè inutili. Appena tutti passeranno in HTML5 ancora meno.
    Per finire io gestisco e verifico siti molto differenti: dal glamour al tech, dalla finanza ai video stupidi. E’ possibile che la stessa persona sia contestuale in ogni sito?
    Concordo con @gareth che il guest posting sia un’ottima tecnica, sempre seconda però all’autoreferenzialità qualitativa: ma lì è semantica e qualità.

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